UN INCONTRO SPECIALE
Quella donna che ho incontrato alla stazione
ieri è mancata all’ospedale,
le sue condizioni erano sempre più gravi,
ieri mattina alle 10 in punto il suo grande cuore si è spento.
Con lei ci fu un incontro causale che poi divenne speciale.
Ero alla stazione, in pieno inverno.
Quella era una mattinata come le altre,
fredde e monotone.
Ad un tratto ad un anziano signore
cade il portafoglio nei binari della ferrovia.
Lui ha chiesto subito aiuto ai passanti che,
però, con cattiveria e indifferenza lo ignorarono.
Poi all’improvviso è sbucata questa donna,
con delle evidenti difficoltà motorie,
soffriva di una patologia rara,
nonostante questo decise di rischiare.
Il treno stava arrivando,
lei riuscì fortunatamente ad evitare il peggio.
Dopo pochi minuti di affanno,
i signori della tabaccheria della stazione la aiutarono a riprendersi offrendole anche qualcosa da mangiare e da bere.
Pochi minuti dopo si sedette sulla mia panchina ed io non esitai a chiederle:
“Tu sei stata folle, perché l’hai fatto?”
E lei con la voce stanca mi rispose:
“L’ho fatto per quel signore, l’ho fatto per tutti, hai visto tutti quelli che se ne sono fregati e hanno fatto finta di niente?”
Ed io risposi con rabbia:
“Si cazzo, non sopporto quella gentaglia.”
E lei mi disse:
“Non chiamarla gentaglia, non meritano neanche di essere giudicati.
Per me quelli non sono umani.
Io non sto tanto bene, ho un grave malattia e molto probabilmente ho pochi mesi di vita.
Sto cercando di dare al mondo quello che lui non ha dato a me.
Quei sorrisi, quella pace interiore e sto cercando di fare qualcosa per gli altri,
anche le minime cose, perché so cosa significa soffrire.
E non è affatto una cosa bella.
Facendo così, so che, seppur il mio tempo sia ormai finito, non avrò rimpianti,
non avrò alcun senso di colpa.
Si chiama umanità, ma purtroppo, caro mio, nessuno la conosce più.”
Dopo queste parole da brividi,
decise di andare, mi salutò con una carezza affettuosa ed io ricambiai regalandole il mazzo di fiori che avevo comprato per la mia Barbara, poi ne comprai un altro per lei.
Dopo 2 mesi da quel giorno,
non c’è stato nulla da fare,
nei giorni precedenti le sue condizioni erano peggiorate, fino a ieri,
quando il suo cuore ha smesso di battere.
Quel giorno per me
fu un incontro speciale.
Quei pochi minuti mi hanno toccato profondamente il cuore.
Quelle parole, quella forza e quella voglia di fare del bene mi hanno lasciato sorpreso,
non ci volevo credere.
Sono in debito con lei.
Con la sua bontà.
Con la sua semplicità e con la sua forza.
Ovunque tu sia,
grazie di quello che hai fatto.
Avevi ragione:
“l’umanità nessuno la conosce più”.
Persone come te sono rare.
Ed io, quell’incontro speciale,
non lo potrò mai dimenticare.
Un incontro speciale testo di Riccardo Dimasi