Solstizio d’estate

scritto da Stefano_T
Scritto Ieri • Pubblicato 11 ore fa • Revisionato 11 ore fa
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Autore del testo Stefano_T

Testo: Solstizio d’estate
di Stefano_T

Li ricopre con tagli profondi

in seguito riemarginati,

dai sospiri delle ombre...


Riso, grappa:

un'ebbrezza tutta cittadina

e i colpi calano invano,

si esfoliano

come la mano che li porta,

fendendo al petto.

Così

l'organo a canne

della mia silente follia,

spreme aria in eccesso:

una toccata e fuga

in età  matura:

imperdonabile.

L'arto artificiale?

Si è innestato male,

causa rigetto,

invoca istinti omicidi

sulla bestia buona,

l'animale di seconda scelta:

l'uomo incardinato agli specchi

che proclamano le sue vittorie.

Oh avere ancora forza 

per un arrembaggio,

un assedio

che non faccia prigionieri:

spacciate che fossero

i galeoni o le rocche,

superato il mare agitato

o il largo fossato...

Con odio divino,

spretare ogni sacerdote,

ed avere un uncino

per ogni menzogna

detta senza vergogna,

che laceri le loro bocche.

Il solstizio d'estate

fu da sempre il mio martirio,

è il forno in cui ancora deliro:

e nessuno approva

o mi detesta.

Ma non temete:

la mia condanna,

sarà

-prima o poi-

pronunciata:

ora è troppo presto.

Solstizio d’estate testo di Stefano_T
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