Contenuti per adulti
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Li ricopre con tagli profondi
in seguito riemarginati,
dai sospiri delle ombre...
Riso, grappa:
un'ebbrezza tutta cittadina
e i colpi calano invano,
si esfoliano
come la mano che li porta,
fendendo al petto.
Così
l'organo a canne
della mia silente follia,
spreme aria in eccesso:
una toccata e fuga
in età matura:
imperdonabile.
L'arto artificiale?
Si è innestato male,
causa rigetto,
invoca istinti omicidi
sulla bestia buona,
l'animale di seconda scelta:
l'uomo incardinato agli specchi
che proclamano le sue vittorie.
Oh avere ancora forza
per un arrembaggio,
un assedio
che non faccia prigionieri:
spacciate che fossero
i galeoni o le rocche,
superato il mare agitato
o il largo fossato...
Con odio divino,
spretare ogni sacerdote,
ed avere un uncino
per ogni menzogna
detta senza vergogna,
che laceri le loro bocche.
Il solstizio d'estate
fu da sempre il mio martirio,
è il forno in cui ancora deliro:
e nessuno approva
o mi detesta.
Ma non temete:
la mia condanna,
sarà
-prima o poi-
pronunciata:
ora è troppo presto.