Non cadran mai a bagnar le mi' gote,
né trovan via per uscir fuor nel vento;
restan li sempre mute e sconosciute,
chiuse nel cor ch'è doglia e avvimento
Risalgon faticose e sbigottite
sotto il gran peso di storie passate,
da aspre memorie e dolci ombre ferite,
in un eterno oblio quasi segnate.
Anche se resto occluso,il mio tormento
nel petto tacito è sempre in fermento;
un fuoco occulto che mi strugge e scava
là dove l'alma un tempo si posava.
E parve grave e aspro il mio cammino,
difficile ogni volta che sorrido;
ch'è duro portar l'orcio al tapino
quando il dolor nel petto fa il suo nido.