Una statua a specchio, un mosaico che riflette.
La guardi da lontano, un bel dipinto.
La guardi da vicino, è un mucchio di crepe.
La guardi di giorno, ti acceca gli occhi.
Chi può dire che questa statua sia bella, se non chi chiude tende a tarda sera?
Nessuno sa com'è fatta dentro. Il vetro non riflette fino a lì.
Ogni suo lato, è una storia:
Il lato pazzo prende vita dal sorriso di un volto pietrificato.
Gioisce di cose sottili, talmente fini da non aver consistenza.
Il lato romantico darebbe molto di sè, farebbe sentire qualcosa di più a chi le sta vicino.
Ma l'inverno ha crepato ogni parte che cercava calore. Non tutti amano il freddo.
Il lato veritiero lo vedi frontalmente.
Ma i falsi vescovi ci appiccicano biglietti sopra.
Il lato serio non è a strati, si mostra come una sfera.
È un labirinto circolare, senza confini.
Esattamente come altre statue è delineata di lati belli e di lati brutti.
Eppure l'insistenza di cubi e parallelepipedi illumina i peggiori.
Più smussano gli angoli, più affilano nuovi lati.
Un giorno il custode apre le tende, ma trova soltanto cenere.
Spazzatura trasparente: l'esibizione è cancellata.
Il resto dei poligoni dimenticato come la statua.
Per tutto il tempo, nessuno lo ha più saputo.
Era polvere di stelle.