Le luci bianche su Porta Torre
disegnano geometrie precise,
bevo un caffè freddo al bar
sotto l'antica palestra chiusa,
ha il sapore di sudore e remoti sogni.
In archivio i faldoni non hanno anima,
raccontano storie di carta e di colpe,
ma la verità,lo sappiamo,
e' un concetto provvisorio,
una manomissione sottile delle parole.
C'è un'umanita' dolente che aspetta fuori,
persone che hanno sbagliato per noia o per fame,
e l'unica giustizia possibile abita nell'ascolto,
nel passo incerto di chi non ha certezze
e vede tutti i colori, non bianco o nero.
Cammino da solo nella notte fredda,
ascoltando un vecchio pezzo di De Sfroos nelle cuffie.
Non cerco risposte assolute,
mi basta la misura esatta del tempo
e il coraggio,domani,di dubitare ancora.