#2708

scritto da Daiki
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Testo: #2708
di Daiki

ieri ho scaricato una app
che parla delle stelle
è fatta bene
spiega tante cose
dice che le stelle più o meno sono sfere
(anche se sembrano punti)
e sono molto grandi
(anche se sembrano piccole)
e sono molto, molto lontane
(anche se sembrano vicine)
alcune brillano di luce viva
(anche se spente ormai da tempo)

il cielo notturno è un miraggio,
una fata morgana
rimanda immagini fallaci
mostra cose che non sono
la sua verità disturba

allora serve riempirlo di storie
intravedere connessioni, relazioni, intrecci;
nel buio più informe,
supporre le costellazioni;
al vuoto tra sparse luci puntuali,
dare nomi di donne, uomini;
riportare l'orrore del tutto ad una scala umana,
addomesticare l'infinito

ad esempio, lì c'è Cassiopea,
allo specchio come sempre;
nello specchio, sua figlia Andromeda,
prima che il mare l'avvolga;
tra le onde Perseo,
con in mano una spada ed uno specchio;
ed allo specchio, Cassiopea

il cielo di notte ripete le storie
che un giorno gli abbiam voluto raccontare
come un messaggio,
che rimbalza tra gli angoli del tempo
e dal presente torna indietro nel futuro,
e poi procede verso il passato,
e così via, da chissà quanto

se ho capito bene,
il messaggio parla di chi è incatenato ad una roccia
ed all'oscurità tende l'orecchio
interpretando il suono più minuto,
cercando una musica dietro gli stridii,
ed i clamori, della notte,
riempiendo di volti il silenzio,
per addolcire la paura,
mentre la roccia gira attorno al sole

#2708 testo di Daiki
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