Fantoccio d’argilla tra le mani del pubblico. Mi sia dato un copione e con un inchino sarò ogni suo personaggio. Sarò l’anima fragile in cerca di consolazione; se lo vorrete piangerò disperate lacrime ed implorerò rassicurazioni e soccorso, pregherò d’aver consiglio per ogni inezia ed aiuto per ogni sciocco compito affidatomi. Oppure sarò invincibile e stoica; una perfetta statua nell’indifferenza scolpita, un’inossidabile automa che né fatica né malattia possono arrestare e su cui le trame del fato non hanno licenza d’agire. Diverrò, se così piace, l’artista bohemien perseguitata dalla miseria; ad un passo dal morire d’inedia in un sudicio tugurio pieno della poesia più toccante che mente umana abbia mai prodotto. All’occorrenza, però, indosserò i panni della fredda calcolatrice; formica operosa ed accorta che all’ultima briciola riconosce valore e ad esso attribuisce il giusto prezzo. Pecora del gregge o ribelle rivoluzionaria. Buona samaritana o egoista filistea. Attenta e partecipe, disinteressata e distante. Se volete interpreterò la benevola divinità, che cala su di voi la sua egida lucente, o sarò Lucifero, ricettacolo di tutte le colpe e i peccati di cui vi siete macchiati. Chiedete e tutto o niente sarò, poiché sono la tela che ha perso il suo colore. Nominate il desiderio del vostro cuore e io sarò lo specchio su cui esso si riflette.
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.