Un'altra volta, le tre di notte. Puntualmente bussa alla porta il signor P, ospite ormai fisso e sempre più indesiderato. In preda alla debolezza, non riesco a nascondere d'essere in casa e lo faccio entrare. Lentamente, ma del tutto a suo agio, si avvia verso il tavolo di sala, dove appoggia un libro che conosco fin troppo bene. Prende una sigaretta e si siede, in attesa che lo raggiunga.
P: "Non vuoi guardarti indietro stasera?"
"Stasera non lo so, in tutta onestà non ero convinto di farti entrare"
P: "Ma l'hai fatto, e lo sai perché?"
"Perché?"
P: "Perché con me ti senti vivo, nel dolore ti senti vivo"
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