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Tra la folla di gente, oceano di pesci,
sempre più solo mi sento.
È come se la mente mia fosse scollegata,
dalla rete di anime, tessa dal ragno cieco.
Questo mi apre gli occhi: la social-catena
è una catena che ci incatena, ed è chiamata società.
È così che i piccoli Uomini
si trasformarono nella grande rivoluzione?
Parlando di pace e discutendo di unione,
moltiplicarono la massa per un forte ideale
e ottennero un gran risultato.
Ed è così che i grandi uomini,
donando che piace e promettendo amore,
ci dividono?
Blaterando unione con parole unite dalla diversità,
accrescono l'ansia rendendoci sempre più soli.
Ma dov'è finito l'amore,
che incolla la vita alla vita di un altro?
E dov'è sparito l'onore,
che spoglia nuda Superbia e la rende schietta?
E senza fatica come scacci via Accidia,
che parassitante nella comodità
dataci in cambio dell'indipendenza,
gode nel vederci vittime del sistema?
Sicchè ci annoiamo;
Dopo aver ceduto la sacra libertà, quasi felici per lo scambio,
ci autodistruggiamo domandandoci dove abbiamo sbagliato.
Colmiamo l'insicurezza con il rancore,
creiamo sofferenza per alleviare la nostra,
mostrando indifferenza verso chi crede di amarci.
Normalizzando il dolore, continuiamo a vivere in pace,
sempre più soli, sempre più spenti.