Immaginavo un bar, di notte
in cui v’è chi legge e chi ascolta
ma che del fuori se ne fotte.
Tra questi, una ragazza volta
viso al pulpito, qual urlava
parole, in verità sciolta.
In questo bar, chiunque scava
alla iricerca del brivido
che la vita, un tempo, donava.
Or rimane un verso livido
raccontato con voce roca
da quell’uomo [non più] avido.
Scomparso il fumo, l’alba invoca
il posar bicchieri e rincasar
in dimora e a realtà che sfoca.