L’indifferenza aveva aperto un negozio
in una strada molto frequentata.
Non vendeva niente.
Eppure tutti entravano.
Dietro il bancone
un uomo pesava le disgrazie
con una bilancia senza piatti.
“Quanto costa una lacrima?”
domandò una bambina.
“Dipende”, rispose il commesso.
“Se appartiene a uno sconosciuto,
non vale nulla”.
Fuori, un uomo chiedeva aiuto
con la voce rimasta a metà.
La gente gli passava accanto
portando borse piene di giornate,
impegni urgenti,
piccole felicità da consumare in privato.
Nessuno si fermava.
L’indifferenza, intanto,
aveva imparato a vestirsi bene.
Portava cravatte,
frequentava riunioni,
conosceva tutte le formule della cortesia.
Sapeva dire buongiorno
senza vedere nessuno.
Una sera il negozio chiuse.
Sulla vetrina comparve un avviso:
“Cercasi nuovo proprietario.
Requisito indispensabile:
non sentire ciò che accade
dall’altra parte del vetro”,
Il giorno seguente
si presentò un uomo.
Aveva il volto di tutti
e gli occhi di nessuno.
Firmò il contratto
senza leggerlo.
Era diventato il mondo.