18/10/2022

scritto da L
Scritto Ieri • Pubblicato 4 ore fa • Revisionato 4 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di L
Autore del testo L
Immagine di L
Le parole che seguono sono una testimonianza cruda e sincera di un momento di profonda fragilità, di un periodo passato a piangersi addosso, di solitudine e di dolore. Scritta a 12 anni, è stata la prima poesia che ho scritto.
- Nota dell'autore L

Testo: 18/10/2022
di L

Perché ogni volta devo ridurmi a questo punto
Dove tutti i sensi logici, i pensieri e i sentimenti della certezza ne sono soltanto in disappunto
Io che vorrei farmi aiutare da qualcuno, 
Ma non vorrei entrare o dare fastidio alla vita di nessuno.
Ma perché ogni volta questo essere incerto
Torna a tormentarmi come gli errori del passato, come l'amore, come un essere troppo imperfetto
Perché la gente guarda solo la parte esterna 
E non va ad aiutare o scoprire i sentimenti che stanno solo in quella interna
E soprattutto perché ogni volta questo pensiero sconfinato come l'universo
Si debba fermare davanti a una semplice persona a cui non riesce a dedicare neanche un verso
Tanti perché, tanti ma e tanti se che non trovano risposta
E la cosa più brutta è che continuo a cercarli senza sosta
Ogni giorno però c'era un motivo in più che mi faceva alzare dal letto
Ma a te non importava cosa dicevo, facevo o pensavo e  chissà se tutto l'amore che ti ho dedicato se lo hai letto
E se te lo avessi detto in faccia?
Alla fine niente cambiava, tu non apprezzi niente di quello che io faccia
Ed ora perché nelle stelle non vedo più il tuo nome...
Forse perché non hai apprezzato come ti abbia amata, ma fidati che per te provavo più dell'amore e di vedeva eccome
In te vedevo un specie di creatura angelica che per me illuminava la strada dal paradiso verso uno sconfinato inferno, giuro che non sto mentendo
dove risiedeva un' anima piena di incertezze, paure e di un unico lamento
Solitudine, cara luce cupa e sconfinata piena di niente 
Perché proprio quella volta hai ascoltato un lamento che nessuno sente
Perché mi hai condannato a questa triste sorte, 
Forse meglio di questo ci poteva essere la morte?
So già che anche stavolta non mi ascolterai 
E che quando me ne andrò e troverò quello che cerco neanche mi rimpiangerai 
Ma nessuno qui può trovare interesse in me ormai
Ora posso solo rivolgermi a te anima ormai di cui neanche rimangono gli atomi 
Dimmi tu ora cosa fare 
Che devo dire, cosa devo scrivere, che parte devo recitare che versi dovrò scrivere grazie a questo dono da lei datomi
Purtroppo non so più che fare e queste lacrime ormai sono finite
Ma i miei dubbi, i pensieri e le incertezze soprattutto sembrano infinite
Ormai dei raggi del sole nella mi stanza ne vedo entrare solo piccole strisce
E niente nella mia mente si forma, niente si riesce a pensare, niente si costruisce
E anche ora il mio pensiero su di te non sembra però morto, anche se è finita da un po', tu continui sempre a mettermi in situazioni tali che solo la poesia può aiutarmi, purtroppo questa poesia ha finito la sua corsa e viaggia nel suo ultimo binario scomparendo in un vento freddo dove niente fa più rima

18/10/2022 testo di L
2

Suggeriti da L


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di L