Un giorno, tre autunni.

scritto da Aleinapnea
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Autore del testo Aleinapnea
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Scese dall’aereo e si piantò davanti al nastro trasportatore ansiosa di riprendere il suo bagaglio. Un trolley verde e grigio che aveva rifatto volentieri al ritorno, pensò a come quell’estate avrebbe potuto concludersi e se sarebbe riuscita a rimett
- Nota dell'autore Aleinapnea

Testo: Un giorno, tre autunni.
di Aleinapnea

Scese dall’aereo e si piantò davanti al nastro trasportatore ansiosa di riprendere il suo bagaglio. Un trolley verde e grigio che aveva rifatto volentieri al ritorno, pensò a come quell’estate avrebbe potuto concludersi e se sarebbe riuscita a rimettere tutto a posto.
Si era svegliata all’alba per controllare che non avrebbe dimenticato documenti, chiavi e biglietto aereo e aveva riposto nella tasca anteriore della valigia il libro giallo che aveva divorato in una manciata di giorni.
“Ho pensato ad una lettura che certamente ti terrà compagnia!”- sorridendo complice a sottolineare che il libro sarebbe stato una sua appendice, come se l’idea di un oggetto suo avrebbe potuto farle pesare di meno la sua assenza. Era spaventata all’idea che dopo una settimana qualcosa avrebbe potuto cambiare, solo qualche messaggio. Lei gli aveva inviato una foto dall’oblo dell’aereo e lui aveva risposto con una faccina sorridente. Non aveva mai provato qualcosa di simile e faticava anche a riconoscerlo a se stessa. Lui le aveva scritto :”Ti chiamo domani”.
E l’indomani arrivò. Presero accordi per rivedersi e quando fu il momento in quel pomeriggio assolato, vibrante d’estate e di profumi agrumati non avrebbe potuto immaginare niente di più perfetto. Sandalo basso e colorito caldo, fasciata in una abito a fiori su sfondo bianco con gonna a corolla che le donava un aspetto fresco e allegro. Scese dall’auto tenendosi la gonna perché non si alzasse facendo un movimento errato. Quando si videro gli occhi di lui erano completamente pieni e appagati da quella visione, riuscì a dirle : “Ti donano questi colori!” stringendola in un abbraccio vigoroso che lasciava intuire quanto entrambi si fossero mancati.
Lui aveva deciso tutto ma teneva il riserbo per farle una sorpresa. Erano seduti in auto e si sorridevano mentre lui teneva la sua mano destra sul ginocchio di lei. Il viaggio lo avevano fatto a finestrini aperti per godere del vento d’estate mentre si raccontavano ciò che nel frattempo avevano vissuto, parlando velocemente per celare l’imbarazzo di ritrovarsi fianco a fianco. Una volta arrivati, scesi dall’auto non riuscirono a trattenere la voglia di baciarsi.. pensava tra sé e sé che non aveva mai baciato così a lungo nessuno e desiderare di ribaciarlo ancora come se fosse la prima volta.
Si erano incamminati verso il mare, mano nella mano arrivando ad un parapetto in ferro che apriva su di uno strapiombo che dava sul mare più bello che avesse visto in quel momento. Il verde trascolorava all’orizzonte verso un blu cobalto incorniciato da roccia calcarea cesellata dal mare e dal vento che accarezzava i loro volti attorcigliando i capelli lunghi di lei attorno al suo collo.
“Non voglio rinunciare a te!”- le disse.

Un giorno, tre autunni. testo di Aleinapnea
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