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Festa di Capodanno triste
per me, senza piu lei,
inaspettato addio.
Tutti a folleggiare,
io fuori, seduto in terrazza
a meditare sulla solitudine,
a cui non ero abituato.
Non mi ero nemmeno accorto
che un vestito bianco, scollato,
mi era passato accanto,
andando a fermarsi
vicino al parapetto del terrazzo.
Guardai sorpreso,
lunghi capelli castani
liberi sulle spalle nude,
la bella figura ben disegnata
dal vestito elegante
Pensai, che bella!
Lei guardava oltre,
verso l’orizzonte.
Mi alzai, mi avvicinai,
quasi la spaventai.
Non la conoscevo.
Anche tu sola? Le chiesi.
Si volto e mi guardo
con occhi neri, profondi.
Sai,
oggi e anche il mio compleanno,
e non si puo stare soli
in una serata come questa,
disse,
additando il cielo stellato
e la falce di luna.
Guardai anch’io il cielo,
non ne avevo notato la bellezza prima.
Sentii come un brivido
attraversare il mio corpo.
Le presi una mano tra le mie,
la portai alle labbra.
Lei poso l’altra mano sulla mia spalla ...
Le accarezzai il viso, avvicinandolo al mio.
Non ci fu resistenza,
ci baciammo,
come forse era ineluttabilmente scritto
nelle stelle che brillando
ci guardavano.
Vieni, le dissi...
Chiesi al cameriere che serviva i drink
di darmi una bottiglia ben fresca di champagne,
e uscimmo senza salutare i nostri ospiti.
Due solitudini possono divenire una festa.
E cosi fu quella notte a casa mia,
Brindammo a mezzanotte e dopo
fu amore, solo amore
fino al mattino del nuovo anno.
Non parlammo molto,
ma ci conoscemmo a fondo,
con semplicita e abbandono.
Volli accompagnarla a casa
ma lei preferi un taxi.
Sono sposata, non cercarmi,
potrei innamorarmi.
E, dopo un ultimo bacio,
scomparve dalla mia vita.