Giornata trasorsa; ormai conclusa per i molti, ma, personlamente parlando, appena iniziata. Ed è in questi casi che ci si contempla, ammirandosi tra il nefasto, sofferamandosi tra gli scorci di un paesaggio di antico richiamo, rue storiche a salire, gelide brezze in discesa da affrontare. Di notte si è finalmente liberi, soli con i propri pensieri, indisturbati dalla frenesia e dalla fretta del vivere quotidiano. Godo di tale notturno silenzio, ed è questo mio desiderio d’amare il passeggio notturno, a riappropriarmi della mia naturale essenza, quella della contemplazione, per la quale il mio corpo si sposa assieme alla mia mente, in diletto. Sorrido nel pensier di aver ritrovato dopo lunghi e complessi viaggi di ricerca questa tanto attesa pace interiore che scaturisce citando battiato dall’inneres auge di cui oggi, forse, se ne è perso facile costume. La mia crescita interiore rappresenta da ottobre una nuova esistenza. Nuova città per i miei occhi, per i miei sensi, per la mia vita. Nuove amicizie, nuovi orizzonti, nuove nazionalità da cui attingere idee, pensieri, usi, con le quali amalgamarsi, per le quali trasformarsi migliorandosi, alla ricerca di quella continua crescita ed evoluzione per la quale l’essere umano è stato progettato, di cui dovrebbe porsi come obbiettivo ma che spesso non fa…e dopo codesta riflessione, girai l’angolo, dando un ultimo sgurado a via baroni, e rientrai a casa, a far del sonno parte integrante di quella nottata.
DIARIO NOTTURNO testo di iperuranio