Mi dicevan "taci"

scritto da Cyrano Orchestra
Scritto 14 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Autore del testo Cyrano Orchestra

Testo: Mi dicevan "taci"
di Cyrano Orchestra

Era stata una giornata tormentosa, sembrava nuotassi in un mar di petrolio; la mattinata a scuola partì bene, la routine imponeva il puro delirio quotidiano, arrivando a casa tutto cominciò degenerare; il pranzo non era definibile tale, ammetto che qualche chilo lo avevo assimilato durante la pausa natalizia, ma dovevo perder peso e non fare concorrenza ai bambini del Biafra; dopo il pasto mi agevolai sul divano e con una coperta cercai riposo; la televisione non smetteva di importunarmi e la pigrizia mi impedì di abbassare i toni di quella scatola stridula.

Dopo un dormi-veglia di 2 ore circa i miei tornarono a casa, sembrava non le andasse giù la mia presenza, presi il giubbotto e dopo una mela mi avviai verso il bar.

I miei amici erano comodi, mi facevan ridere ed evitavano di annoiarmi, era bello vedere la loro competizione nell'offendersi l'un l'altro a proposito del loro intelletto, il guardarli mi rallegrava, la mia mente cercava vocaboli per poterli definire, ma "idioti" era la conclusione migliore, era tardi e avevo poco tempo per preparami per l'allenamento; da due settimane non smettevamo di correre senza veder pallone, allenarsi era oramai un incubo, nessuno era felice, anzi la mia bocca con quelle altrui creavano un coro di disapprovazione; ero nervoso e dopo la doccia tornai a casa; mia madre mi accolse malamente, un viso grigio e schifato, il cane cercava di dimostrarmi il suo affetto ma ero troppo infuriato per poter ricambiare; cenai, volevo un caffè ed avvertendo i miei cominciò una discussione aspra ed inutile finita con la conquista di mezz'ora di sfogo.

Tornai per ultimare i miei compiti, la mia mente era intrisa d'ira, avrei voluto cacciare un urlo ma evitai di svegliare il vicinato; il mio desiderio più grande consisteva nel menefreghismo concerto, non nel solito superbo ed irreale.

Stringevo i denti, fissavo il mio viso riflesso nella finestra, e pensai che avrei semplicemente dovuto resistere per qualche mese e sarei potuto evadere da quella amara prigione, la testa sembrava ospitasse una corrida, ma delle voci si misero in risalto,mi spiegavano la bellezza della pazienza, mi portarono alla calma, anzi; mi dicevan "taci".
Mi dicevan "taci" testo di Cyrano Orchestra
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