Tu che sai fare? Io…. Io so pensare. Si, ma tu che sai fare? Stamani la luce impietosa del sole più caldo della stagione mi ha illuminato: la notte non è più dei poeti, che la proiezione sensazionale del freddo e del solo l’ha abbandonata. Ai poeti, uomini e donne in buona sostanza inutili, è rimasta la mattina, quella che fa da passaggio, da crocevia, fra il mattino, quello dei buoni esseri produttivi, e il pranzo, concesso anche a chi produttivo non è. E dunque nel deserto delle 11 e mezzo si espleta la funzione del poeta, solo a scaldarsi della luce e del colore, dei fiori fuxieggianti e di quelli più timidi. Quello è l’orario in cui tutti hanno qualcosa da fare. Task quotidiana sopravvivere.