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Io nella vita mi ascolto molto.
Sono una che fa quello che dice, che mantiene la parola.
Se qualcuno mi dice il contrario…
io valuto.
Per esempio, dal parrucchiere.
Ho detto a tutti, familiari, mio figlio compreso, che voglio diventare bionda.
Bionda. Decisa.
Entro così.
Esco che sembro una ciliegia.
Perché lui mi dice:
“Guarda che col rosso stai meglio.”
E io mi fido.
L’idea era quella di uscire da lì uguale a lei, l'attrice
Stessa luce, stesso sguardo… stessa vita.
Esco.
Mi guardo allo specchio…
e mi spavento.
E penso:
forse non sono stata abbastanza decisa.
O forse… ho ascoltato troppo bene.
Ma queste sono sciocchezze.
Sulle cose importanti, se decido, si fa così.
Sempre.
Se decido che non mangio, non mangio.
Non è mica colpa mia se a volte torno a casa
e trovo la pizza lì che mi guarda.
O peggio ancora, se sta andando a male.
A volte mi saluta.
E allora cosa faccio?
La butto via?
No.
Non si può.
È uno degli insegnamenti che mi hanno dato da piccola.
Ci sono punti su cui non transigo.
Stasera è serata di verdura.
Lo so.
Ma c’è una cena.
Si decide dove andare.
E non sarò certo io a dire
“andiamo a mangiare vegetariano”.
Se gli altri vogliono un panino con le patatine fritte…
No.
L’educazione me l’hanno insegnata i miei genitori.
E io la mantengo.
Sempre.
Decido sempre io.
Poi, per educazione… cambio idea