Il contratto

scritto da Annabelle
Scritto 24 ore fa • Pubblicato 4 ore fa • Revisionato 4 ore fa
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Autore del testo Annabelle

Testo: Il contratto
di Annabelle


Lo chiamo il solletico freddo sotto la spalla, quando tutto dice:

"Stai zitta e firma il contratto".

La stanza è pulita,
la pratica sul tavolo, penna nera, nessun testimone, solo la porta che segna freddo sul parquet.
Freddo.
Io non sento il mio respiro,
lei morde il tempo, mi offre una parola sbagliata nel momento esatto, come un accendino girato verso una tenda di raso.
È la stessa che ho visto al funerale dell'anziana:
Bocca rossa, scarpe nuove e lei spronava una persona accanto, a ridere del momento.
e sul cornicione, col panorama sulla strada, palmo sul rame tiepido, una povera matta sentiva una voce in testa:

"Fai un passo avanti, spiegagli cosi, perché sarà un incidente".

Lei è gentile solo nel tempismo.
Dice che devo mostrarmi libera, ma intende solo dire di rovinare quello che amo, ma di farlo con i denti splendenti.
stasera c'è il contratto, con inchiostro asciutto, se taccio o se parlo, perdo l'anima.
il mio vantaggio?
Stare zitta.
Lei posa sul tavolo un sassolino che ho raccolto al fiume anni fa, solo che non l'ho portato io, non potevo.
Basta quello per farmi aprire bocca e dire la frase che annulla tutto, per il gusto medico, che deve vedere se posso farlo.
forse lo faccio,ma la mia bocca non mi ascolta.
Non è una colpa:
È impulso che prova la libertà, facendo cadere il vaso già rotto e incollato in precedenza.
Rimango in silenzio perfetto,la pratica stracciata ai bordi e la porta che continua a segnare freddo e gelo sul legno.
Io sono ancora qui, solo piu leggera:
Ed è tutto confermato.

Il contratto testo di Annabelle
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