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«Avrà i miei occhi e tutto il resto sarà il tuo».
Che favole sono state le tue parole!
Eppure io non credevo alle favole, ma alle tue parole sì.
«Avrà i miei occhi», continuavi a dire, promettendo che di tuo volevi solo i tuoi occhi e tutto il resto poteva essere mio.
Solo parole, favole ed ipocrisia:
non ha i tuoi occhi, non ha niente, è un ricordo di tanti anni fa che ricordo soltanto io.
Parole belle, promesse certe, certe speranze che toglievano il fiato; insistevi, giuravi e spiegavi come sarebbe stato, e dai particolari non poteva essere una finzione.
«Avrà i miei occhi e tutto il resto sarà il tuo»,
«avrà i miei occhi, questo me lo devi».
Io ti avrei dato tutto, avrebbe potuto avere occhi, naso e bocca, sarebbe potuto essere proprio come te, uguale, identica; ma solo parole, solo spalle voltate e saluti mai più rivolti.
Questo ha avuto qualcuno che non è mai esistito.