ricordi...............

scritto da misha
Scritto 16 anni fa • Pubblicato 16 anni fa • Revisionato 16 anni fa
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cap. 2
- Nota dell'autore misha

Testo: ricordi...............
di misha

“Poi penso che quella cosa abbia sentito il mio odore, perché ha iniziato a sbattere contro le tapparelle. La mattina, io e i miei genitori abbiamo avuto una sorpresa non proprio piacevole, sulla mia serranda c’erano dei grandi graffi. Addirittura erano caduti interi pezzi di legno. Se insisteva un altro po’ sarebbe potuto entrare facilmente.
Mio padre ha lavorato tutta la giornata per sistemarlo prima del arrivo del buio. Aveva paura che quella bestia poteva tornare, durante la notte e senza la serranda non c’era niente che lo poteva fermare.
Sono capitati spesso episodi simili. Lo sai, no? E solo che non c’e una sola persona che abbia visto questa creatura. E questo che mi fa paura. Che non ci posiamo difendere da lei.
Poi quelli che hanno avuto il coraggio di uscire con il buio non sono più tornati.”
_ comunque….. si, vorrei tanto incontrarti, da sola. Solo noi due. Sarebbe una cosa meravigliosa. “

Mi ricordo che aveva parlato cosi veloce che alcune parole non le avevo neanche capite, le avevo dovuto interpretare, era molto agitata. L’idea di incontrarmi la metteva in agitazione. O forse era l’idea di dover uscire con il buio.
Dovevo ammettere che anche io avevo paura di dover affrontare la notte. Forse il destino sarebbe stato dalla mia parte. O forse finalmente dopo tanti anni avrei scoperto che cosa era accaduto a mio fratello.
Ci siamo messi d’accordo che ci saremo incontrati proprio quella notte stesa. Non avevamo più pazienza. Volevamo stare uno tra le braccia del altra.
Quando la messa finì, fuori dalla chiesa ci lasciamo con una stretta di mano, e ci dirigemmo verso le proprie famiglie che ci stavano aspettando per tornare a casa, a cena, nella sicurezza della propria abitazione.
La serata sembrava non finire mai. La cena che aveva preparato mia madre era squisita, ma non riuscivo a godermela come facevo del solito.
Appena finito di mangiare mi ritirai nella mia stanza e mi buttai sotto le coperte, vestito naturalmente. Non volevo perdere tempo dopo, quando i miei si sarebbero addormentati, e poi non volevo correre il rischio di fare rumore e svegliarli.
Quando finalmente sentii la porta della stanza dei miei genitori chiudersi e poi il letto cigolare sotto il peso di mio padre, riuscii a fare un sospiro di sollievo. Sapevo che non mancava molto e avrei sentito anche il leggero russare.
Infatti, dopo neanche dieci minuti avevo al certezza che mio padre dormiva. Con mia madre avrei corso il rischio, speravo che dormisse.
Lentamente uscii dalla mia stanza, riuscii ad arrivare anche alla porta d’ ingresso senza fare il minimo rumore. Qui era un po’ più complicato, mio padre per sicurezza aveva messo tre lucchetti a diverse altezze (anche se contro una bestia non credo che avrebbe funzionato, ma se lui stava più tranquillo cosi) le chiavi le teneva sempre sul tavolo della cucina quindi non era un gran problema. Mi preoccupava un po’ l’idea di lasciare la porta aperta, ma non avevo altra scelta.
Una volta fuori potevo stare tranquillo, sapevo che non c’era nessuno che controllava che il divieto fosse rispettato. Chi usciva si assumeva il rischio, nessuno non era disposto a correre il rischio di passare una notte fuori.
Meno male che la chiesa non distava molto da casa mia, quanto per Raluca lei abitava proprio a fianco.
Camminai sempre al ombra delle case. Sul cielo c’era una bellissima luna piena, che faceva una luce incredibile, vedevo tutto perfettamente.
Solo qualche minuto ed ero dentro la chiesa.
La chiamai piano, “ Raluca… ci sei?....” nessuna risposta. Quindi ero arrivato in anticipo. Speravo che non tardasse tanto. Non mi piaceva il silenzio. Poi la chiesa aveva un aspetto non proprio tranquillizzante, i muri dipinti a mano con le scene della bibbia, tutti i santi e i vari Gesù in tutte le posizioni, a volte con gli angeli, a volte con gli apostoli, e a volte con il diavolo. Mi sentivo osservato, con tutti i loro occhi dipinti su di me.
Le candele tutto intorno al altare erano ancora accese. Mi avvicinai, tanto per far qualcosa. Non ero mai entrato dentro la chiesa senza che ci fossero altre persone. Era tutto cosi strano. Nel mio cuore speravo che la mia amata non tardasse ancora tanto. Avevo voluto fare il coraggioso e adesso non potevo scappare solo perché non mi sentivo a mio aggio. Ad un certo punto la fiamma delle candele tremo, come se un spiffero di aria fosse arrivato fino a loro per farle una dolce carezza senza metterle in pericolo di spegnerle.
Velocemente mi girai solo per vedere il portone chiuso, come lo avevo lasciato del altro. Tornai alla mia posizione di prima, a contemplare le candele che bruciavano e che si consumavano, come si scioglievano.
Ad un certo punto ho avuto la sensazione di non essere più da solo, che qualcuno ci fosse dietro di me. Non avevo il coraggio di girarmi. Perché avevo dovuto fare la stesa stupida cosa di mio fratello.
Quando qualcosa mi tocco la spalla non c’e la feci più e con un balzo mi girai.
Fortunatamente dietro di me c’era solo Raluca. Che con un sorriso (segno che aveva capito il mio stato di terrore) preferì di non dire niente e mi fece segno di seguirla.
Mi porto in un angolo della chiesa un pò più riparato dagli sguardi indiscreti. Come se ci fosse il rischio che qualcuno entrasse, allora vidi che per terra c’era un coperta e una bottiglia con un liquido rosso scuro che presumevo fosse vino.
Senza una parola lei si mise seduta e mi tiro vicino a lei. Appena messo seduto lei comincio a baciarmi e toccarmi dappertutto.
Mi prese alla sprovvista…. Sinceramente non me lo aspettavo…qualche bacio… sì….., una toccata qua e la…. sì,… ma una cosa del genere proprio… nò… lei voleva fare l’amore…
“ _ci dobbiamo fermare non possiamo farlo…’’
“ _perché no? Che c’e che non và. Non ti piaccio più?’’
“ _ e solo che ….io…. ohhhhh… che …non….ho….mai….siii…’’
“ _ rilassati…..’’
e lo feci davvero. Da quel momento in poi non pensai più a niente tranne che a farle provare piacere e provare piacere anche io anche se non era tanto difficile, ero eccitato come una bestia…
aveva una pelle liscia che non riuscivo a non accarezzare, le gambe lunghe e ben fatte che stavano intrecciate alle mie, si vedeva la grande differenza di colore, che io ero abbronzato perché portavo pantaloncini corti quando andavamo al lavoro sui campi e lei aveva la pelle bianca come il latte, lei come donna non aveva il diritto di portare i pantaloni e neanche gonne un po’ più corte.
Credi di impazzire quando gli levai la maglietta e gli vidi il seno, meraviglioso, alto…. sodo….. bianco… e stupenda…. Tutta….. lei una meraviglia della natura che mi stava tutta avvinghiata al corpo e che io toccavo e baciavo dappertutto.
La danza del amore più antica del mondo…
Dopo…. molto tempo dopo….quando anche i nostri respiri tornarono normali…… noi stretti uno tra le braccia del altra….ci guardavamo finche stanchi e appagati ci addormentammo.
Cosi non ce ne accorgiamo della porta che si apre, e neanche del movimento delle fiamme delle candele che il vento ha prodotto. Ma e proprio questo ultimo che accarezzandoci, ci fa svegliare per la sensazione di freddo.
C’e ne accorgiamo subito che ce qualcosa che non và. La porta era spalancata.
Senza dirci niente ci sciogliamo dal abbraccio e ci vestiamo velocemente. Intanto con il sguardo perlustravamo la chiesa, ci sembrava tutto a posto, a parte la porta aperta….
,,__ fratellino…. Ma come… non mi saluti…non ti sono mancato?’’
per la seconda volta quella sera non avevo il coraggio di girarmi… avevo riconosciuto la voce…anche se erano passati tanti anni dal ultima volta che l’avevo sentita, ma non l’avevo dimenticata.
Prendendo la mano di Raluca per farmi forza, mi giro lentamente…
Davanti a me c’era lui… Bogdan…. mio fratello…. come nel giorno che sparì…. Non sembrava cresciuto neanche di un giorno…

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