Il senso della vita

scritto da Sara Maglione
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Autore del testo Sara Maglione
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Pubblicato nel libro "Identità d'artista", ed. Microcosmo, 2013
- Nota dell'autore Sara Maglione

Testo: Il senso della vita
di Sara Maglione

Io sono nato che era troppo presto. Erano pochi giorni che avevo sentito per la prima volta la voce della mamma, e mi ero reso conto che c’era qualcosa, là fuori, che la vita non era quel galleggiare che mi aveva già annoiato. Avevo sentito poi anche la voce dura del papà, era più lontana e mi faceva paura, quel vocione scuro.
Poi un giorno, mi dicono che ero là dentro da appena 26 settimane, succede un terremoto. Mi sento agitato, mi manca l’aria, ma non sono pronto, non ora. Qualcuno mi aiuti! Provo a gridare, ma la voce ancora non ce l’ho.
Voglio restare, mamma, ho paura.
Vengo alla luce, e la luce è ovunque e fa male. Finalmente riesco a urlare, ma il suono che viene fuori è ridicolo, non è il grido che vorrei.
Non apro gli occhi, ma so che il mondo è terribile, mi fa male tutto, ci sono persone che mi feriscono e non so perché.
Dove sei, mamma? Vorrei vederti, ma non me lo permettono.
Mi mettono in una scatola e la luce fa sempre male. Sento delle voci e riconosco quella della mamma, poi quella del papà che ora non è così male.
Tu sei forte, papà, tirami fuori di qui, portami via, fai la voce grossa con le persone che mi hanno rinchiuso nella scatola.
Il tempo mi sembra enorme e non capisco, è questa la vita? Una scatola e la luce cattiva e il dolore?
Allora non voglio vivere, sono troppo piccolo, basterebbe poco per tornare a non essere e finirebbe tutto, è così facile.
La mamma a volte piange, anche io a volte piango anche se è faticoso, il papà no perché lui è forte.
Vorrei dire che non ce la faccio, ma mi viene sempre fuori solo quel suono ridicolo.

È la quinta volta che mi tirano fuori dalla scatola. Tutte le volte mi sono illuso che la mia prigionia fosse finita, che finalmente avrei capito il senso della vita. Invece tutte le volte mi hanno rimesso nella scatola dopo avermi fatto male, e non ho capito proprio niente.
Quindi stavolta non ci credo, strizzo gli occhi con ostinazione. Lasciatemi in pace, maledetti!
E invece mi sento scivolare verso il basso e atterro tra due braccia calde. È la mamma! “Grazie” dico, e il suono è sempre lo stesso, ma ora penso che possano capirmi.
Sento degli odori e mi piacciono. La mamma mi stringe un po’, le dico “ancora” ma lei ha paura perché sono troppo piccolo.
Ora la voce del papà, c’è anche lui. Lo sapevo, papà, che eri forte e che saresti riuscito a liberarmi. Sei il mio eroe, papà.
La mamma mi parla tanto. Ora la luce non è più tanto cattiva, quindi decido di aprire gli occhi.
Oh, il mondo è grandissimo, non riesco a vederlo tutto tanto è grande, ma è tutto bianco e ci sono altri bambini nelle scatole che chiedono aiuto.
Alcuni hanno deciso che non ce la fanno, chiedono scusa alle loro mamme.
Io sono qui, sono libero. Guardo in su, c’è la faccia della mia mamma, è bellissima.
Inizio a capire il senso della vita.

Tra pochi anni non ricorderò questo momento, e non ricorderò neanche di aver quasi capito il senso della vita, e dovrò cercarlo tanto, forse per sempre, ma so che sarà bellissimo.

Sono venuto al mondo.
Il senso della vita testo di Sara Maglione
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