Contenuti per adulti
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Meridiani mancati
Ho fatto del mio meglio
per far si che possiate dire
tutto il bene possibile di me,
ma solo da morto.
È per questo che adesso
non vi posso accontentare.
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Nella scrittura trovo gioia e angoscia,
la gioia è data dal ritrovarmi quando dal testo
emerge, come da uno specchio,
la figura semantica; la gioia consiste
nel fatto che la figura mi sia estranea,
non mi somigli. L'angoscia interviene
in quanto l'immagine differente da me
è ormai divenuta parola dell'io.
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L'angoscia è il piano emotivo saturo
di emozioni e significati falsi che si è fatti propri,
l'abitudine a vivere sostituiti.
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Felicità e gioia sono spesso confusi
nei significati. Tuttavia la felicità è di superfice
si stampa sulla realtà su cui scivola
senza attrito, si somma a essa, nella condivisione
facilitata dall'empatia, produce benessere fittizio
che non scalfisce la solitudine. La gioia è passeggera,
risuona profonda, poiché frutto di lavoro o progetto,
si avvale di cultura e creatività, agisce in sottrazione
rispetto alla realtà, tendendo a isolare chi la prova
poiché raffinazione intima dell'attività del desiderio.
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Le persone che nel contatto con la realtà
non producono attrito, ma Reale e servilismo
sono ignorate dai poeti, non perché miserabili,
ma perché non possono essere motivo
di elevazione versificata.
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Non essere in continuità con il proprio tempo
è indice di immaturità e incoscienza: immaturità
del pensiero emozionale in quanto ci sarebbero
desideri realizzabili o non realizzabili a seconda
della sintonia emotiva del presente col soggetto; incoscienza
in quanto le emozioni vere associate ai desideri
sono consonanza alle forme dell'amore, che essendo
il campo delle mancanze non si interessa molto
della piena realtà, inducendo distacco di coscienza.
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Il disavanzo della Cosa sul linguaggio
produce lettera muta che scrive
nell'inconscio il suo nulla di Reale con espansione
entropica. Il Niente invece è l’oggetto sottratto
che tiene il posto libero alla parola per chiedere
al linguaggio il suo vuoto d'amore.
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Il vuoto d'amore non è incapacità di amare
ma l'impossibilità di dare tutto l'amore
che si desidera nel dare ciò che non si ha con parole non possedute
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Il vuoto d'amore è la versione romantica del buco
del linguaggio, cioè il trauma del desiderio.