Il pane quotidiano

scritto da MauroZani
Scritto 14 giorni fa • Pubblicato 13 giorni fa • Revisionato 13 giorni fa
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Viviamo per avere il pane quotidiano, poi un “buon” pane quotidiano, e poi moriamo. (Kierkegaard)
- Nota dell'autore MauroZani

Testo: Il pane quotidiano
di MauroZani

Il pane quotidiano
(Il morso della fame)


Ho del pane tra le mani
ma non ne sento il profumo,
non lo mangio perché penso,
alla fame di domani.

Ho raggiunto quel che volevo
ma già è nato dentro me
un desiderio che non avevo.
La felicità mi pare che sia
sempre un passo avanti.
Ho il mio cuore che mai riposa
cerco un senso alla promessa
e una promessa a questo senso.

Ma pensar troppo mi distrae,
mentre la vita mi passa accanto,
e la felicità, che non m’aspetta,
perché arrivo sempre tardi.

Ma il pane che conservo
è un pane assai prezioso:
è casa, sicurezza e lavoro
e ciò che dà ordine ai miei giorni.
Ma io, affamato del domani
lo trascuro questo pane.

Eppure non ho mai sofferto
per ciò che mi mancava,
ma perché non ho dato valore
a ciò che già avevo nel cuore.

Devo impormi di fermarmi
poiché la vita non aspetta
il momento mio perfetto.
La vita è ciò che accade
mentre mi ostino a cercare
il momento ideale.

Perché la vera felicità
non è il pane che avrò domani
ma nel morso che assaporo ora.
E’ nel tempo che non rimando,
nel presente che sto toccando.

Ho capito che l’errore
non è stato voler desiderare
ma a perdermi nel volere
senza essere consapevole
che ogni passo,
è già un traguardo.
Il pane quotidiano testo di MauroZani
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