Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Finché un bambino avrà paura
Quando il mondo sceglie la guerra,
la terra impara il linguaggio della morte.
Il cielo si lacera
nel rombo delle esplosioni,
come un tempo
si lacerava nel lampo delle baionette.
È un passato
che non passa,
un odio che cambia uniforme
ma conserva lo stesso volto.
Cos'è la guerra?
È il respiro trattenuto
di un bambino
mentre il cielo gli cade addosso.
Sono occhi troppo piccoli
per contenere tanto fuoco,
mani nate per stringere la vita
che imparano, invece,
a riconoscere il suono delle sirene.
E voi,
che decidete il destino dei popoli
seduti lontano dalle macerie,
quale pace trovate
nel fragore delle vostre armi?
Pensate davvero
che nessuno vi osservi?
Forse Dio
raccoglie uno a uno
i nomi che il fumo cancella.
Non ferma la mano dell'uomo,
ma nessuna lacrima
cade fuori dal Suo sguardo.
Ci ha donato la libertà:
il dono più alto
e, insieme,
il più terribile.
La libertà di amare
oppure di ferire.
Di costruire una casa
o di ridurla in cenere.
Come un padre
che lascia andare un figlio,
pur sapendo
che ogni scelta
porta con sé
una conseguenza.
Possiamo perderci nel nulla
oppure cercare Dio.
È questo
il rischio
e la meraviglia
dell'essere uomini.
E tuttavia,
finché un bambino
continuerà a sognare
nonostante il rumore delle bombe,
la speranza avrà ancora un nome.
Non saranno i vincitori
a scrivere il futuro,
ma quei bambini
che un giorno
dimenticheranno il suono delle sirene
e torneranno a chiamare il cielo
semplicemente
cielo.
Johann Lubeck