Gioco nel limbo tuo della sapienza scoloro l'invisibile tormento che toglie il senso a questa tua pazienza e a me dà un infinito godimento. Ti vedo arrabattarti cacchio cacchio contorcerti in spire maniacali così come un'anguilla di Comacchio che cerca di metter gli stivali. Fingiamo di avere realizzato qualcosa che nessuno sa più fare andiamo avanti a fare un bel bucato se macchie non vogliamo più mostrare. Fustigami le spalle con ardore che tanto quello tu lo fai assai bene ma taci quando brilla il mio colore e lascia che coltivi la mia speme, il desiderio folle di capire che al mondo niente ha un senso definito ma questo mai mi dovrà impedire di credere, se voglio, ad ogni mito. Lagnarti del tuo grigio non mi spegne la voglia di mangiare azzurro mare o quella di accendere le insegne per dire che a me (mi) piace amare. Io amo ogni cosa che dà vita foss'anche una bella carbonara se tu invece divori le tue dita rendi soltanto la tua vita amara.
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