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31 agosto
"Ricordo ancora quella mattina d'agosto calda,ma gelida dentro le mie vene;
eri seduto sul marciapiede, indossavi la tua t-shirt preferita, quella bianca e blu, ormai rossa per il troppo sangue, ricordo le sirene in lontananza e le tue ultime forze nelle braccia picchiare quel cancello arrugginito.
Quel troppo sangue perso abbandonò la tua forza, ma fissavo il tuo sguardo perso nel vuoto, come il mio ora,
la malattia aveva preso anche la tua anima, avevo dodici anni.
Da quella mattina iniziai a scrivere di te, chiedevo a Dio la sua forza onnipotente, pregavo per poter rivedere il mio babbo forte e col sorriso ,ma solo adesso che sono malata ti capisco,
non prego più in dio, non c'è nessun dio.
Ma rivorrei la mia ingenuità, i miei dodici anni, e la forza con cui pregavo per te, ma sta volta
per me."