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Non togliermi mai il saluto - Genere Psicologico/Mistico/Drammatico
1 - Primo personaggio - Un tizio vestito da mendicante (capelli brizzolati, occhi castani e sinceri, pelle chiara e un viso vissuto) incontrò una persona disperata che aveva bisogno di un aiuto economico per poter aprire un'azienda. Il tizio mosso da compassione gli diede un oggetto d'oro con una forma insolita, che era tutto quello che possedesse, il suo piccolo tesoretto. L'uomo lo prese lo ringraziò e gli disse: mai visto nulla del genere. Ti ripagherò di questo gesto con gli interessi. Il tizio rispose: No, non mi devi nulla, l'unica cosa "Non togliermi mai il saluto".
L'uomo sbalordito gli disse: "Per così poco! Fatti abbracciare".
Anni dopo la sua piccola azienda divenne famosa, i suoi prodotti apprezzati e fu anche eletto consigliere. Un giorno però durante una serata importante il Tizio si fece trovare all'ingresso della sua villa, salutò l'imprenditore, che lo vide ma fece finta di niente perché era accompagnato da gente importante, ritornò lo guardò e chiamò la sicurezza per farlo uscire dalla villa. "Quel gesto fu la sua rovina".
Un incendio distrusse la sua azienda, il giorno seguente fu denunciato per brogli elettorali, i suoi amici lo abbandonarono ed anche la sua compagna. Ormai solo, abbandonato e in manette, il tizio gli passò vicino mentre agli Agenti di polizia lo portavano in auto. L'uomo si ricordò di lui e lo salutò. Il tizio gli disse: "Per così poco hai perso il molto". Ti sei fatto sopraffare dalla Superbia.
L'uomo nuovamente disperato chinò la testa e rimase in silenzio.
2 - Il secondo personaggio - Il tizio vestito da mendicante incontrò una giovane una scrittrice, non aveva soldi ma aveva tante idee. Il tizio gli chiese cosa portasse di così importante nella borsa, gli rispose: è un libro che devo terminare ma non riesco a trovare la strada per finirlo inoltre è per un concorso che potrebbe dare una svolta alla mia vita. Il tizio gli chiese se poteva leggere qualche pagina del suo libro. La giovane scrittrice disse: certo!. Dopo qualche minuto il tizio gli disse: possono indicarti la strada per finirlo, la scrittrice rispose: sono tutta orecchie. Il tizio iniziò a raccontargli alcuni storie, racconti, leggende e metafore. La giovane scrittrice rimase meravigliate da questi racconti, mai sentiti prima molto mistici e metafore con messaggi profondi. A fine serata la scrittrice capì qual era la strada per poter finire il suo libro. Contenta disse al tizio: Grazie mille! mi hai aperto gli occhi. Come posso ricambiare questo grande favore? Il tizio rispose: Non mi devi nulla, l'unica cosa "Non togliermi mai il saluto". La scrittrice rispose sorpresa: solo questo? Lo guardò negli occhi e gli diede un bacio sulla guancia.
6 Mesi dopo il suo libro vinse il Concorso è fu acquistato da una Famosa casa Editrice. Alla presentazione del libro in mezzo alla folla apparve il tizio sempre con i soliti vestiti da mendicante, salutò la scrittrice e lei ricambiò il saluto sorridendo e disse a tutti: per favore fatelo passare! Lo abbracciò e gli consegnò una copia del libro con una dedica "a colui che saluterò sempre".
Il tizio prese la copia e se ne andò. Mentre la gente borbottava: ma chi è costui? Ma come è vestito?. (umiltà e riconoscenza)
3 - Terzo personaggio - Il tizio vestito da mendicante si presenta da un uomo che doveva dare una esame pratico per poter entrate in un industria meccanica, così lavorare e sistemarsi economicamente, ma non aveva un ottima conoscenza del Tornio. L'uomo era afflitto e disperato ci teneva molto a quel lavoro. Il tizio compassionevole gli disse: ho un ottima conoscenza del tornio posso insegnartelo.
L'uomo un po' incredulo disse: va bene andiamo nel mio box ho un vecchio tornio vediamo cosa sai fare. Iniziò a spiegargli gli utensili da utilizzare, le velocita di taglio e quant'altro.
Sbalordito gli chiese: puoi sistemarmi questo pezzo mi serve per l'auto?
Il tizio rispose: fammi vedere. Si mise è in pochi minuti finì quel pezzo.
L'uomo disse: ma è prodigioso!
Il Tizio gli rispose con un lieve sorriso: "il più grande prodigio è insegnare la conoscenza". (Buddha cit.)
L'uomo rispose: hai perfettamente ragione, così come è perfetto questo pezzo. Dai insegnami tutto. Dopo una settimana l'uomo era pronto per dare l'esame e gli chiese: come posso ringraziarti per l'aiuto che mi hai dato? Il tizio rispose con la solita frase: Non mi devi nulla, l'unica cosa "Non togliermi mai il saluto". L'uomo rispose sorpreso: Tutto qua? Ok d'accordo! Andò in azienda è superò brillantemente l'esame. Dopo un anno per un errore umano un pezzo della macchina saltò colpendo al viso e ferendolo agli occhi. Fu portato urgentemente in ospedale. Dopo qualche giorno i dottori dissero che la sua vista ormai era comprovata. Poco dopo entrò un addetto alle pulizie, lo salutò e gli chiese cosa fosse successo. Parlarono per qualche minuto e l'addetto alla fine lo salutò nuovamente, mentre stava andando via l'uomo disse: aspetta! Anche se non posso vederti ho riconosciuto la tua voce. Sei il tizio del tornio, vero? E il Tizio gli rispose: si mi hai riconosciuto. L'uomo gli chiese: mi sono sempre chiesto una cosa, ricordo che anche se vestito da mendicante i tuoi vestiti non emanavano cattivi odori, chi sei veramente?. Gli rispose sorridendo: mangia questo frutto, e appoggiò la mano sui suoi occhi senza toccarlo. L'uomo sentì uno strano ma dolce calore. Dopo lo saluto e il tizio andò via.
Il giorno dopo i dottori tolsero le bende e rimasero stupiti, i suoi occhi era guariti almeno del 50% in modo inspiegabile, forse un'analisi sbagliata o una strana reazione biologica del copro. La sua vista non sarebbe stata più la stessa ma poteva comunque vedere e continuare a lavorare. (umiltà, sofferenza, riconoscenza)
il Tizio vestito da mendicante andò verso una collina, alcune persone gli dissero da quella parte non si può andare, si voltò è salutò tutti.
Un forte bagliore illuminò la collina e il tizio sparì.
Esistono esseri che appaiono nel mondo per far riflette le persone e portarli sulla retta via. Il saluto: un piccolo gesto ma con un grande significato profondo. Può essere non corrisposto, non dove essere forzato ma deve essere giusto e sincero. Non abbiate paura di salutare chi vi ha sostenuto anche se siete dei re, il saluto è un gesto di educazione, umiltà e soprattutto di riconoscimento. Ti piace questo racconto.
Il Racconto finisce con una luce fortissima e due voci fuori campo.
voce 1: come è andata questa volta?
Voce 2: c'è chi è pronto... e chi deve ancora aspettare.