Contenuti per adulti
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Tagliamo la pelle nel silenzio della notte,
un filo rosso che unisce le nostre dita,
mentre lui riposa protetto dal mondo,
noi ci scambiamo il destino e le esistenze.
Tu sei la sposa seduta alla tavola,
l'angelo bianco che versa il veleno,
io sono l'ombra carnale e densa,
il morso nel letto che mozza il fiato.
Lui crede di stringere due donne diverse,
una è il sole, l'altra il peccato,
ma siamo in realtà, la stessa catena che lo stringe,
la stessa lama puntata sul petto.
Sussurro nell'oscurità parole che bruciano, tu versi la goccia nel calice d'oro, ed il sangue rappreso diventa la nostra fede,
che consuma la casa e ne sfigura il decoro.
Saremo la rovina di ogni sua stanza,
un rito di carne, di specchi e di inganni,
finché di quell'uomo non resterà che il terrore,
e noi prenderemo il controllo del tempo.
Oltre lo specchio profondo, del corridoio,
ci scambiamo le vesti nell'ora più buia,
mentre il suo letto diventa un calvario
e la dimora una fredda prigione di cera.
Un solo respiro diviso in due petti,
un solo rancore che scorre nelle vene,
sotto le coperte di fili perfetti
ordiamo le trame di tutte le sue sofferenze.
Sentirà il freddo risalire dalle dita,
il dubbio feroce che gli lacera il sonno,
sarà ormai tardi per qualunque preghiera,
quando le streghe si riprenderanno il mondo.
Avverte un richiamo che non sa spiegare,
guarda la moglie, ma intravede il mio volto,
la mente impazzisce nel labirinto del cuore,
attratto dal buio in cui si è smarrito.
Cerca la sposa e trova l'amante,
bacia le labbra di lei ma desidera me,
un gioco perverso, un delirio costante,
che svuota la mente da ogni sua certezza.
Sente l'odore dell'acciaio sul collo,
mentre ti stringe e mi sogna da sveglio,
ogni sua sicurezza è ormai crollata,
vittima sacra di questo risveglio.
Nel cuore della notte la lingua lo tradisce,
pronuncia il mio nome stringendoti i fianchi,
la mente confusa ormai svanisce,
mentre il tuo specchio riflette il suo pianto.
Ti guarda negli occhi ma invoca l'assente,
perduto nel labirinto che abbiamo creato,
ormai la sua anima è carne furente,
un uomo spezzato, da noi condannato.
Crollano i muri di pietra e menzogna,
le travi marciscono sotto il soffitto,
lasciamo quell'uomo nel fango e nella gogna,
mentre il silenzio divora il delitto.
Usciamo ridendo nel vento del mattino,
le spalle voltate alle fiamme e alle mura,
il sangue sui polsi ha segnato il cammino,
noi siamo padrone di ogni sua paura.