Breve Recensione Jorge Amado

scritto da fire in my mind
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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Testo: Breve Recensione Jorge Amado
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Mi sono approcciata a questo incredibile scrittore da qualche anno, e ne sono davvero entusiasta!! Tutto intriso della sua brasilianità e della sua voglia di vita, vita che va affrontata e combattuta sempre e comunque, una vita che è sempre bella quando c’è l’amore con tutte le sue sfaccettature, le sue gioie e tristezze. La mia piccola recensione (se così si definisce) vuole essere un piccolo tributo a questo autore che ammiro molto, in quanto non penso di essere una brava letterata e non so se sono abile con le parole, dopotutto io sono un ingegnere sempre alla prese con sopralluoghi, foglie excel e piccoli progetti in corso.

Ho iniziato la mia prima lettura con “Mar Morto”, titolo che potrebbe un po’ impressionare, invece è stato un vero e proprio inno alla vita. Il giovane pescatore Guma che muore di lavoro (ahime’...è una triste realtà anche dei nostri giorni) per dare a sua moglie Livia e al suo figlioletto una vita migliore. Decide di fare un aumentare il suo gruzzolo con dei lavori extra e non troppo onesti. L’ultimo lavoro “in nero” gli avrebbe consentito di lasciare il peschereccio per sempre e lavorare sulla terra ferma (desiderio fortemente voluto dalla giovane consorte), ma che invece gli costerà la vita. Livia non si arrende e pur di non finire schiava di qualche padrone o prostituta, si metterà lei al timone di quel peschereccio ingrato; ella lo fa per suo figlio, per lei, per il suo Guma. Anche se la storia ha un epilogo infelice non si avverte nulla di triste e malinconico, nemmeno nella sua parte meno gioiosa, ovvero la morte di Guma, perché tutto il racconto si snoda sulla vita del giovane Guma, che cresce con lo zio, anche egli pescatore. Gli approcci alla vita, all’amore e tutto ciò che vi ruota attorno, alle amicizie, al matrimonio. Un leggero tocco di sociale sfiora questo romanzo in cui denuncia la povertà dei pescatori della baia, ovvero la Baia di San Salvador de Bahia. Bahia il crocevia di tutti i romanzi di Amado.

Riserverò, però ora un’ attenzione particolare al secondo libro da me letto, per raccontarlo con l’anima, in quanto è il mio libro preferito in assoluto. Non ricordo quante volte lo avrò riletto, in parte mi sento uguale spiaccicata alla protagonista. A volte in conflitto con me stessa, imperscrutabile alla stragrande maggioranza degli individui, dove solamente una persona mi capisce nel mio intimo. Flor, giovane e bella baiana, rimane vedova alla soglia dei 30 anni di un marito scavezzacollo, giocatore e amante della cachaca (classico wisky brasiliano) e delle donne. Quel Vadinho insolente che la tiene avvinta a se, con quel suo essere irresistibile e perennemente felice, eh si!!!..Perchè nonostante lui fosse innamorato follemente “del suo fiore di maggiorana” non disdegnava la “xixica” per passare il tempo (cit.) e la povera Flor era sempre li ad attenderlo, a perdonargli tutto. Aveva sciolto quell’anima inquieta nascosta in lei, quella passionalità rintanata che spuntava sotto il tocco sapiente delle sue mani. Il racconto parte dalla sua vedovanza, con le sue amiche intente a sostenerla ma con una madre guastafeste e beghina, la sua scuola di cucina, le vicissitudini della solitudine fino al secondo matrimonio con un distinto farmacista, il dott.Teodoro. Tanti intrecci, tante piccole avventure, digressioni fantasiose e divertenti, storie al limite dell’incredibile come conferma l’epilogo in cui non posso svelare il finale....ma ne vale davvero la pena!..Il libro trasuda passione e gioia.. e poi come si cita nel libro “Non è stato vivendo che ho imparato a vivere? Non è stato amando che ho imparato ad amare?”

La lettura di “Teresa Batista stanca di guerra” e poi “Gabriella ,Garofano e Cannella” mi hanno dato due sensazioni totalmente differenti. Teresa Batista è un po’ crudo nella sua prima parte in cui è venduta dagli zii ancora bambina ad un despota locale, che ne fa della sua schiava da cui non riesce a liberarsene se non ammazzandolo. Il riscatto della giovane Teresa arriverà piano piano fino a giungere ad una lieta conclusione.
L’ultimo libro letto è stato molto dolce e forse tra tutti il più leggero, in quanto non si svolge nulla in maniera troppo cruenta e brutale, ma una frase mi ricordo con piacere e enunciava così “ L’amore non si prova, non si pesa. Esiste, basta questo. Il fatto che non riusciamo a comprendere o spiegare una cosa, non distrugge la cosa. Non so niente delle stelle, ma le vedo in cielo e sono la bellezza della notte.”

Come non sentire l’incredibile positività di Jorge Amado, tutti i suoi libri si concludono in maniera ottimistica e gioiosa sebbene le sue protagoniste abbiano passato delle peripezie non proprio semplici. Si potrebbe obiettare che tutto è terribilmente lontano dalla realtà, ma non lo avverto così, quelle descrizioni così meticolose e precise mi hanno catapultato spesso in Brasile a sognare, a immaginare, a sentire i protagonisti ad un tiro di schioppo da me....Forse è un invito ad essere sempre ottimistici in un mondo che può sembrare duro,anzi, che è duro!..e dove sono soprattutto i sentimenti a metterci a dura prova...

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