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Una palla
Era nata per altro,
ma nessuno comprese.
E forse qualcuno
fece finta di non vedere
che era nata
per altro.
Non le importava
di essere difforme,
ma lo era
in maniera naturale.
Era solo se stessa,
e forse bastò questo
per escluderla dalla cerchia.
Ma c'è chi
crea un cerchio
e chi,
come una palla
rotola
a piedi nudi sull'erba,
sui pensieri della terra
che li sussurra al cielo
e li riflette sul mare.
Era nata per altro.
Ascoltava.
Più che parlare,
scriveva storie
che sentiva narrare,
e componeva parole
sussurrate dal vento
e dal mare,
che la faceva volare
in scomposti
e frizzanti schizzi
di sale.
E non servivano più le parole;
le bastava
osservare un fiore
sbocciare
dalle crepe
di un freddo cuore
di cemento
per avvertire
il suo stesso dolore,
miscelato
alla forza di chi
combatte per fiorire,
in attesa
di un raggio di sole.
Era nata per altro,
e gli altri
volevano
che fosse nata per loro;
per creare il cerchio.
Ma lei era una palla
sospinta dal vento
verso la terra del cielo
e del mare.