Da: Come foglia al vento( Nuove poesie)

scritto da alberto barletta
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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genere autobiografico
- Nota dell'autore alberto barletta

Testo: Da: Come foglia al vento( Nuove poesie)
di alberto barletta

Circumnavigo la vertigine folle dell'ubriaco.
Esploro il periplo angosciante delle mie nevrosi.
E ci sei sempre tu, amata Morte, a ricordarmi
che sono giunto al limite invalicabile
di un mondo che collassa sotto il peso
della mia disillusione.
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E la mente è infilzata dal bagliore
oscuro della distruzione. E i pensieri
malvagi del doppio assalgono l'io
che naufraga nel suo steso sangue
vendicato dal mio segreto trascendente
che trascende l'originale infernale
del nemico che veglia in attesa
di un paso falso per piombare su di me
artigliando le mie carni con la stretta
fatale del predone.
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E rivedo i segni della morte comparire
su le membra assoldate dall'addio.
E non scorgo alcuna luce in fondo
al tunnel che dovrebbe trasportarmi
oltre il limitare angelico dei santi.
E così aspetto che il domani compaia
all'improvviso fra i pensieri che annebbiano
la mente avvezza alla lotta atroce degli eroi.
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Perdo ogni contatto con la realtà
se medito sul mio caso disperato
di vittima perseguitata dal complotto.
E intanto mi lecco le ferite che la caduta
ha impresso su la schiena abituata al soffio
angelico dell'ali ormai perdute nell'eclisse
irrevocabile delle mie illusioni.
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Eccomi giunto dalle ere della segreta
illuminazione fra i vivi; eccomi disceso
fra i mortali dalle alture ove risplende
il volto del risorto, e ho camminato
affianco del mistero, e dialogato a lungo
con la grazia, e ascoltato con attenzione
il verbo dell'eliso. Ed ora in me si agita
la fiamma cultuale dell'eletto.
E sono pronto al rituale sacrificale
della vittima.
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Mi aggrappo alla sacralità
della mia mortalità: mi rifugio
nell'ombra materna dei reietti:
e cullo nella sera il dolce affanno
della pena.
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Quando la vita non è che un'amara notte
senza fine, e si bramano i bagliori dell'alba
come il profeta dei deserti desidera
il matrimonio con l'eterno.
Dove la vita si trasforma nel verso dell'ubriaco
che vuole posare solo il capo per smaltire
i fumi dell'ebbrezza. Così io anelo il silenzio
di quelle voci schizoidi che reclamano
la mia caduta nel baratro dolente
dell'eletto. E veglio in attesa
che le tenebre si diradino mostrando
la dolcezza crudele del risveglio:
quando la pochezza dell'esistenza
rivela lo sguardo feroce del nulla
che ogni cosa avvolge come la danza
del serpente guidato dal suono ammaliante
dell'idiota.
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Da: Come foglia al vento( Nuove poesie) testo di alberto barletta
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