Mi mancano dei pezzi, ho un buco di due anni verso me stesso e la mia vita di sempre. Chi mi ha avuto intorno per gli ultimi due anni sa a cosa mi riferisco. Dico “Avuto intorno” perché io non c’ero in realtà, c’era il mio corpo, tornavo a sprazzi ma sempre meno frequentemente, fino quasi a sparire del tutto. È stato un periodo strano, e parlare di sofferenza non mi sembra giusto nei confronti di chi ne prova davvero. Era una sofferenza non mia, che non mi appartiene. Un male di vivere fuori dal mio contesto, di cui forse mi sono innamorato ed ha portato ad intossicarmi come una piccola ferita che si infetta, una ferita che non pensi possa essere così dannosa ma che invece coinvolge tutto il corpo. Mi sono concentrato unicamente su una persona, non mi guardavo più intorno. Ho provato a curarla con il mio amore ma non è stato possibile e non perché il mio amore non sia grande o importante ma perché in quella strada, diversa dalla mia non funziona o forse non ero abbastanza forte da farlo funzionare. Ho finito per snaturarmi, ma quando sei in un modo, netto delineato e tra l’altro bellissimo non puoi cambiare la tua natura. Ci sta essere diversi, ed è questo il caso. È come chiedere ad un pesce di volare o ad un uccello di vivere sott’acqua. Il pesce potrà saltare in alto, balzare fuori dall’acqua ma non potrà mai volare. Così come l’uccello, che potrà immergere la testa per procurarsi del cibo ma non potrà mai nuotare negli abissi libero e sereno. Io ho provato ad essere un pesce con le ali, per un po' hanno retto ma poi aumentando di quota ho cominciato a perdere pezzi. Ed ho finito per non riconoscermi, a sentirmi perso e nella strada che avevo intrapreso purtroppo non c’era nessuno pronto ad aiutarmi ed ero troppo lontano dalla mia per trovare qualcuno di conosciuto. Ma non giudico nessuno, perché nessuno è tenuto ad avere la forza per farlo. Accetto e basta.
So anche di aver perso momenti bellissimi, momenti che mi appartenevano di diritto, coltivati con la fatica e l’impegno negli anni precedenti. E questa è solo colpa mia.
Ora a distanza di mesi, mi sento di scrivere, di scrivermi più che altro e chi vorrà leggere potrà farlo. é il benvenuto. E chi vorrà giudicarmi è libero di farlo. Ma io sono così, devo scrivere e condividere per stare meglio. Vi voglio bene.
In fin dei conti non stai male, ti sei solo perso. Ed ora stai indietro, perché per troppo tempo hai camminato in una strada parallela alla tua, ma che non ti appartiene.
Tu sei gentile, amorevole, amabile, sensibile ed empatico, sei fortemente empatico. Lo sai e lo sa chi per tanto tempo ha camminato vicino a te. Ora devi solo ricentrarti e ritrovarti, ci vorrà tempo, forse anche più del previsto e forse non tornerai mai ad essere la stessa persona di prima e di questo un po' mi dispiacerà sempre.
Sei curioso, per le cose che ti affascinano e sei anche molto intuitivo e da poco hai scoperto anche una leggera e sottile propensione verso l’essere impulsivo cosa che devi tenere a bada e controllare. E questo già lo sai.
Sei il ragazzino sensibile che divide la merenda con un compagno a cui la mamma non può prepararla.
Sei il bambino che prima fa a botte e poi chiede scusa ed apre il suo mondo a chi ne ha bisogno.
Sei quello sempre pronto ad aiutare senza badare alla fatica, al denaro o al tempo.
Sei quello che crede e spera nelle favole nonostante non se ne vedano molte in giro.
Sei quello che aveva sempre le parole giuste e trovava una risata in tutto, anche nelle cose più difficili.
Sei quello paziente, calmo da far paura ma che sa agire quando sente che è il momento.
Sei quello giusto al momento giusto, quello che le persone hanno sempre amato tanto.
Sei bello così Davide, e non per l’aspetto fisico o il valore che ti danno gli altri. Sei bello tu, sei bello dentro o almeno lo eri.
Sei tutto questo, ma nella tua strada ed è questa la cosa più importante.
Devi solo tornare ad ascoltarti e a parlarti come facevi in passato, ritrovare quel compagno di giochi e di sogni che amavi alla follia. Semplicemente te stesso.
Perditi, piangi, siediti sul ciglio della strada a riflettere mentre in cielo c’è il sole e chiuditi in camera a leggere e sognare quando fuori piove, sentiti libero di esprimerti come meglio credi ed anche di far uscire le tue paure e la tua rabbia, altrimenti non saresti umano. Hai perso il passo è vero, l’hai fatto in anni importanti in cui un ragazzo sta per diventare anagraficamente un uomo. Per troppi anni ti sei precluso di sbagliare e fare esperienze, ma anche questo faceva parte di te. Perché in fin dei conti ti sei sempre sentito un po’ più grande rispetto agli anni portati. Ma corpo e mente devono coincidere, altrimenti prima o poi qualcosa si strappa e finisce per scivolare via. E se succede mentre cammini in una strada che non conosci lasci qualcosa indietro e ti accorgi troppo tardi di averla persa.
Chiediti scusa per esserti allontanato e chiedi scusa anche alle persone che hai lasciato in quella strada perché tu sei così, sai chiedere scusa. Se non ce la fai fermati e chiedi aiuto. Se c’è qualcuno disposto ad aiutarti ben venga, se nessuno potrà farlo chiedilo a te stesso, ci vorrà un po’ più di tempo ma alla fine ce la farai, ce la farai…
Credi ancora nei sogni, credi ancora nell’amore, credi ancora nella fantasia.
Credi ancora in Te…
Ed Amati, amati e basta…
Lettera a me stesso testo di Silver_