ALLUNGATE IL PASSO, FEMMINUCCE!
Ovvero
RIFLESSIONI SUL CORSO DI SCIALPINISMO
Io volevo fare sci di fondo, lei sci alpinismo. II mio senso di cavalleria e, soprattutto, la situazione di matriarcato, esistente nella mia famiglia, prevalsero. Anche perché lei, in alternativa, voleva fare un corso di sub. Non era tanto per il corso in sè, ma il fatto che il corso voleva farlo alle Maldive. Con grave detrimento delle finanze comuni.
Fu così che ci iscrivemmo al corso di sci alpinismo, presso il CAI di Chiocciolandia.
Età media degli allievi: 20 anni, compresi noi che di anni ne abbiamo 50.
Alla prima lezione teorica ci scambiano per guide: noi chiariamo la nostra posizione. Allora qualcuno si lagna sommessamente, ma non abbastanza sottovoce da non essere udito: non vuole partecipare ad un corso per pensionati, vuole fare un vero corso di sci alpinismo. Tranquillizziamo tutti: diamine, è una vita che facciamo sci, sia pure da discesa.
La prima lezione teorica, come tutte le successive, si rivela molto interessante. La divulgazione è semplice e chiara e, nello stesso tempo, scientificamente valida; non ne abbiamo persa una! Bisogna dare atto che se questi ragazzi, anziché volontari, fossero professionisti, non potrebbero fare di meglio.
E dopo la prima lezione teorica, arriva il momento della prima prova in campo. I giorni che la precedono ci vedono a studiare le previsioni del tempo: isobare, isocore, isogone, isocline, isoscele, isotopo, Isostad.
Finchè infine viene il grande giorno della prima uscita.
Non convinto del mio interesse e della mia capacità di seguire il corso, tutto I'equipaggiamento è raccogliticcio e raffazzonato; infatti a più d'uno dei compagni ricorda Fantozzi.
Alle 6 di un mattino d'inverno è molto difficile sincerarsi delle condizioni del tempo guardando il cielo.
Ciononostante parto sicuro e spavaldo, un po' di esaltazione può essere utile a superare gli ostacoli. E poi non è vero che la fortuna arride agli audaci?
Nello zaino equipaggiamento raccomandato, aggiungo di mia iniziativa panino e maionese. Scoprirò quello stesso giorno che la maionese è poco indicata; nessuno a cui I'offrirò accetterà il favore, anzi I'offerta sarà accolta da lazzi salaci più o meno amichevoli. A mia discolpa, la lezione sulla alimentazione sarà solo la terza.
Data la reazione suscitata, e la mia suscettibilità, abolirò comunque la maionese già dalla volta successiva.
L'inizio della arrampicata è agevole. lo mi rinfranco dai dubbi e scarico la tensione con battute ironiche del tipo; "Allungate il passo, femminucce!".
Questo e I'inizio.
Poco dopo I'inizio, sono già ultimo, staccato dal penultimo (che poi è lei) di un buon tratto.
Questo sarà il motivo conduttore anche per tutte le uscite successive.
Cioè, alla partenza, stimolo i miei compagni col mio slogan preferito (Allungate il passo, femminucce!). E' il solo momento in cui ho fiato sufficiente per farlo.
Dopodiché, la massima altezza da me raggiunta è di norma la metà rispetto agli altri.
Ciononostante non perdo neppure un'uscita, troppo coinvolgente è I'ambiente, la compagnia e, tutto sommato, anche la fatica (che soddisfazione gustare la poltrona, dopo la doccia!).
Ad ogni modo, restare indietro ha talvolta i suoi benefici, tipo quella volta che mi sono ritrovato inaspettatamente primo perché Salvatore aveva condotto il gruppo a guado nel torrente (un po' di avventura fa bene allo sci alpinismo, disse lui!).
E poi, che divertimento cercare il presunto travolto da valanga, o costruire I'igloo, o dormire al rifugio in compagnia dopo aver preparato il tracciato di rotta!
Staccato dal gruppo, abbandonato da Dio ma non dagli uomini, ero confortato dai maestri, che a turno si sacrificavano, senza darlo a vedere, e mi spronavano a continuare, cercando di facilitarmi il compito spiegandomi i trucchi del mestiere. Non posso esimermi dal ringraziare Giorgio, Bruno, Gianni, Giovanni, Rodolfo, Salvatore, Fulvio, Betty e tutti gli altri, per la loro grande pazienza.
E alla fine del corso, senza più una stilla di sudore e col fisico asciutto e secco come un Indiano, arriva il momento del gran banchetto finale alla SEC, con distribuzione degli attestati.
II mio reca (però sul retro e solo in matita):"Insufficiente sia in salita sia in discesa, può ripetere il corso". Forse ripeterò il corso, anche per spiegare a Bruno, capocorso, che la prossima volta è più carino che scriva:" Nonostante il forte impegno profuso e i grossi miglioramenti conseguiti, purtuttavia il livello raggiunto non è pienamente adeguato a conseguire la capacità di affrontare il corso successivo, particolarmente irto di difficoltà."
Non è stato comunque sufficiente, tutto ciò, a farmi desistere dallo sci alpinismo. Abbiamo acquistato I'intera attrezzatura (senza dover pagare lo ski-lift si realizzano ottimi risparmi), abbiamo messo in soffitta gli sci da discesa, abbiamo cercato compagni al nostro livello e, al grido di "Avanti femminucce!", abbiamo scalato schiere di montagne. Forse ripeterò il corso o forse no, però so che anche quest'anno sarò sugli sci, e non certo per fare discesa.
Per aspera ad astra.
Un allievo, e neppure il migliore: Kuntakinte
Allungate il passo, femminucce! testo di kuntakinte