FFWD, STOP, PLAY, PAUSE (velocità, sosta, fermata)

scritto da alfonso persich
Pubblicato 25 anni fa • Revisionato 25 anni fa
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Autore del testo alfonso persich

Testo: FFWD, STOP, PLAY, PAUSE (velocità, sosta, fermata)
di alfonso persich


FFWD, STOP, PLAY, PAUSE (velocità, sosta, fermata…)

- Salve. Mi favorisca le sue generalità.
- Mi chiamo Alfonso Persich.
- Che ci fa qui Alfonso Persich?
- Sono in sosta, signor maresciallo. Come tutti qui. In un’area di servizio, di solito, è così. Tutte le persone che lei vede si sono fermate un attimo. Hanno spento per un po’ le loro automobili e si stanno riposando. Hanno fermato tutti il veloce corso della vita per far riposare il motore, per rilassare i nervi delle spalle e del collo, per mangiare e bere qualcosa.
Tutti abbiamo bisogno di fermarci, sa? Chi più e chi meno. Chi prima e chi dopo. Tutti ci fermiamo. Poi si riparte. C’è un momento in cui si sente il bisogno di fermarsi e un altro momento in cui non si può fare altro che partire. In mezzo c’è la sosta. Ci sono i pensieri in mezzo maresciallo.
- Sì, Sì. Ma lei da dove viene?
- Io? Io ho fatto il giro del mondo più o meno tre volte. Sono stato in tutte le città dell’Europa occidentale e ricordo i nomi di tutti i principali monumenti delle bellissime piazze italiane. So parlare perfettamente otto lingue e sento ancora sulla mia pelle il profumo delle spiagge tropicali. In Africa ho visto le donne più belle del mondo e ho giocato coi bambini che la guerra aveva fatto piangere. Ho ascoltato i suoni degli aborigeni australiani e ho ricevuto messaggi dai più illustri monaci tibetani.
- Senta. Alfonso Persich. Ma lei dove sta andando?
- Io… Io vado verso la vita. Io amo vivere. Viaggiare. Vivere e viaggiare, signor maresciallo. Io viaggio con la mia fantasia e con le parole delle persone che decidono, ad un certo punto, di fermarsi un attimo. E allora raccontano. Mi raccontano la loro vita. I loro pensieri mi sussurrano. Mi descrivono i paesaggi che hanno stampati negli occhi. Dalla loro bocca sgorgano parole che nutrono la mia fantasia. Solo quando ci si ferma si riesce a raccontare. A raccontarsi. A comunicare con gli altri.
- Non mi ha ancora risposto signor Persich. Dove sta andando di preciso?
- Io…Io signor maresciallo…Io mi sono fermato. Ho sostato qui, un giorno. E poi ho pensato. E da quel giorno non esco dalla recinzione che separa quest’area di servizio dal resto del mondo. Dodici anni vissuti a conoscere migliaia di persone ogni giorno. In un parcheggio vicino alla vita che sfugge a centosessanta chilometri all’ora. Il mio mondo è tutto qui. Dentro a questo spazio delimitato. Da qui vedo gli uomini che corrono e che si rincorrono. Vedo una vita che sfugge ai pensieri. Io aspetto qui. Io preferisco. Io ne ho bisogno. Qualche volta qualcuno entra nel mio mondo. Aspetto che nasca nelle persone il bisogno di fermarsi. Aspetto che abbiano bisogno di riflettere. Io sono riuscito a conoscere il mondo con il mio bisogno di fermarmi.
FFWD, STOP, PLAY, PAUSE (velocità, sosta, fermata) testo di alfonso persich
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