Terapia di riflessione

scritto da Coscetta di Pollo
Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 24 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Coscetta di Pollo
Co
Autore del testo Coscetta di Pollo

Testo: Terapia di riflessione
di Coscetta di Pollo


“Ci sono stadi diversi che conducono il Paziente alla piena consapevolezza del suo grado di sottomissione a Nuova Era. La prima fase è la Preparazione Fisica.
La stanza verrà raffreddata ad una temperatura di 8 gradi centigradi, verranno chiuse le finestre e spostato tutto il mobilio. Verrà lasciata al suolo una coperta di cotone grezzo ordinariamente marrone per la veglia notturna e verranno applicati alle pareti otto cerchi di metallo a cui verrà incatenato il Paziente. Qualora i muri presentassero colori chiari, si provvederà a ridipingerli con sfumature scure nella tonalità del rosso.
Il Paziente verrà lasciato nella stanza per circa tre settimane. In questo periodo non avrà contatti con nessuno, neppure con il Personale dell’Istituto di Riabilitazione al Pensiero. Il suo corpo trarrà così giovamento dalle seguenti fasi della terapia:
- gli occhi saranno chiusi dalla mancanza di luce in modo da aprire al Paziente una nuova percezione sulla vita;
- l’olfatto sarà assuefatto dall’acro odore degli escrementi del Paziente, godrà al meglio dell’odore degli Esseri Liberi;
- i suoi muscoli riposati dall’incatenamento avranno subito dopo nuovo vigore;
- la mente offuscata dalla solitudine sarà più ricettiva alla Terapia di Riflessione.”

Neil era stato il primo a provare la nuova Terapia.
Il cervello era notevolmente inaridito di idee, la pelle era molto più secca e il corpo era dimagrito. Il Colonnello 19610310 era decisamente soddisfatto del lavoro eseguito. Neil doveva essere posto adesso al riaddestramento riproduttivo.
Il Colonnello 19610310 lo aveva voluto nel suo ufficio di New London. Neil era entrato, quasi tremante, con i suoi capelli biondo platino naturalmente spettinati, ed era rimasto in piedi dinnanzi alla scrivania di legno scuro del Colonnello 19610310.
«Vedi Neal, fino alla scorsa era qualcuno ci ha voluto far credere che il sesso fosse piacere, che poteva essere sfruttato per le gioie individuali del corpo. Non è così, Neal. Come sai, le nostre figlie di Eva sono cellule riproduttive, degne di creare soldati. Anche a te verrà assegnato un utero. Il tuo compito di suddito è di fecondare e portare nuovi soldati. La Nuova Era ti sarà grata, come tu devi esserci grato per la Terapia. Non è così, Neal?»
Neil rispose con un timido sì, come se non fosse possibile altra risposta, ed in effetti non c’era alternativa.
Neil fu portato in un istituto ministeriale: ai lati del lungo passaggio interno erano schierate diverse figlie di Eva. Fu costretto a preferirne una: il suo utero per la vita. Scelse Julia: aveva lunghi capelli porporini che le adornavano i fianchi, pelle bianco d'uovo e sembrava ben nutrita. Fu loro consegnato un nucleo abitativo abbastanza ampio. L’unico compito esplicitamente ordinato era l’inizio delle copulo allo squillare delle sirene.
Le prime volte non fu difficile, Neil si eccitava anche solo per l’odore della pelle di Julia. Gli ricordava una fragranza ancestrale, già avidamente annusato e poi inconsapevolmente allontanato. Poi divenne sempre più difficile, Julia non godeva, mai. Le penetrazioni erano dolorose per l’insufficienza di umori e le telecamere del Governo non aiutavano.

Neil si stava recando allo stabilimento in cui esercitava le sue mansioni come tutte le mattine, quando venne avvicinato da un uomo senza smettere di camminare, gli aprì una mano e vi appoggiò un piccolo chip verde. Quando si sentì al sicuro Neil aprì la mano e guardò: sul chip c’era un bigliettino «Conservalo.» Lo custodì gelosamente, anche se non sapeva cosa fosse. Sapeva che avrebbe dovuto consegnarlo alle Autorità, ma come fanno i bambini, ne era orgogliosamente geloso.
A Julia qualche settimana dopo, con lo stesso escamotage venne consegnato un cofanetto con un biglietto «Conservalo, curalo, ne va della tua felicità». Julia non aveva mai sentito la parola felicità, corse per casa a consultare tutti i manuali dei Ministeri, ma in nessuno c’era questo termine. Non sapeva cosa fare del suo prezioso scrigno. Forse avrebbe dovuto consegnarlo al Ministero senza neanche pensarci.
Quando Neil fu a casa, capì che c’era qualcosa di insolito nell’aria. Julia aveva delle espressioni difficili da comprendere, quasi di incertezza e di stupore. Emozioni mai provate da Julia. Le si avvicinò e la strinse, Julia gli sussurrò: «Stanotte al buio, quando i microfoni saranno spenti per i back up.»
Alle 4.05 Julia svegliò Neil e gli mostrò la scatola, aprendola si intravedeva una sorta di pannello nel quale alloggiare il chip di Neil. Il tempo era scaduto per quella notte. Ripresero la notte successiva, riuscendo a stampare le prime pagine di un lungo racconto erotico.
Continuarono cosi per tre mesi di notte, cinque minuti ogni sessione. Le pagine stampate furono circa centocinquantasei. Un lungo racconto. Iniziarono le notti della lettura di quelle parole erotiche. Julia iniziò a capire cosa fosse il piacere, cosa volessero dire orgasmo e bacio. Neil iniziò a togliersi di dosso i risultati della Terapia.
Scomparirono pochi mesi dopo, nessuno sa dove siano Neil e Julia, amanti felici. Ma c’è qualcuno che giura di aver ascoltato le urla di piacere di Julia.
Terapia di riflessione testo di Coscetta di Pollo
0