I miei occhi velati da sofferenze lunghe anni osservano spenti ogni mio interlocutore, creando sul mio viso un espressione apatica mostrando la mia debolezza. L'unico scopo dello specchio e delle fotografie è sottolineare l'inesorabile passaggio del tempo. Cio che sono stato mai più sarò; ciò che sono mai lo sono stato. Vivo di giorno in giorno, condannando il mio essere per non aver programmato nulla; per essersi lasciato andare cosi liberamente; a volte per cio che sono diventato. La mattina mi sveglio, e non penso. Sempre senza pensieri affronto la routine, sorridendo alle persone per non creare dubbi e sospetti una perfetta maschera oramai però stuccata dalle migliaia di crepe formatesi nel tempo.
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