Come pesci in Dicembre

scritto da Pallore
Scritto 14 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Come pesci in Dicembre
- Nota dell'autore Pallore

Testo: Come pesci in Dicembre
di Pallore

ALGOFOBIA



Amara ed interminabile radura. Dalla sua terra sterile sbocciano foglie morte intrise di un disgustoso profumo di vita.
Mostri d'ossa governano questa deriva di polvere. E l'insetto più bieco. Custodisce nel suo ventre ogni mia improbabile fioritura.
Sul bordo di un orizzonte turpe. Siede la morsa del tempo. Ed un bouquet di vermi. Nutre di malata pazienza ogni istante di questo presente.
E il mio corpo. Immobile. Contorto. Ed interamente cosparso di lacrime. Assiste da qui allo spettacolo beffardo di quell'orco che si fa chiamare Futuro.
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Chi vive la vita al presente, cogliendone solo la superficie, non ha un vero scopo.
La sua esistenza è importante quanto un'operazione matematica svolta da un bambino dislessico.
Le persone quando guardano un prato, si soffermano ad osservare il verde dei fili d'erba. Guardano le sfumature di quel verde, pensando al colore molto probabilmente del campo da calcio della sera prima, o guardando un colore come se fosse una strana creatura mutaforme, poi sentono il profumo, dolce profumo che ricorda un mix di Chanel e Dior, 'ne avevo comprato uno simile, lo sentite anche voi? Viene dalle candide macchie laggiù'.
Tu, proprio tu, che ti poni smisurate domande sul senso della vita, della nascita, dell'eccitante partorire e della morte, mi stai quindi dicendo che ogni domanda, nasce da un cervello programmato soltanto per vivere ogni giorno come fosse il terzultimo? Come possono alcuni esseri rimanere indifferenti davanti a smisurata bellezza?
Come possono attraversare una strada cementata circondata da alberi verdi che si aprono all'infinito come una zoccoletta vergine alle prime esperienze, e continuare a pedalare ascoltando musica-distruggi-udito senza osservare, guardare, provare?
Io voglio l'essenza, voglio leccare il succo del gambo dei fiori e coprirmi della stessa terra che è al di sotto di quell'incantevole prato.
Voglio succhiare la smisurata voglia dell'albero piangente di concedersi all'universo, provarla e sentirla quasi come fosse la prima volta.
Poter correre in un campo di girasoli, raccogliendo le lacrime di quelle anime spezzate costrette a subire la magnifica attesa del destino.
Oh, quale straziante mistero è la vita..
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E soffri. Come un soffocamento d'Ape nel velenoso nettare. Come il fatto incompiuto nell'unto cumulo di parole.
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Tutto è perduto. Il gusto di questo fiore potenziale.
La trama di un nido attorcigliato male. Il nerochiaro di un cielo senza stelle. Il battito di un cuore spento dal nulla. Tutto è perduto. Il biancovivo di una nuvola senza colore. Il battito di un mare senza sapore. Il suono di un paio d'ali bruciate. Le dolci grinfie delle tue mani sbriciolate. Tutto è perduto. La schiuma suicida di uno sconvolgimento d'onda. Il petto di una cagna accovacciata nell'infamità del silenzio che la circonda
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Corpo steso e rappreso lieve. Rugiada inattesa su campi lontani. Lacrime di uomini che avrebbero potuto.
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E guardi il tuo corpo passare. Sul bordo di una lacrima che fatica ad esplodere.
Nelle crepe delle anime che ti hanno visto sorridere. Nell'angolo umido e spoglio di un'intercapedine oscura.E guardi il tuo corpo appassire. Al centro del cerchio di una luna costante. Ai margini del quadrato della vita. Nel sottosuolo della magnificenza di questo tappeto fiorito. Guardi il tuo corpo morire. Senza aver colto la pura essenza dei perché. Senza aver capito la vera origine del pianto.
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Pensieri cannibali si nutrono della mia mente.
La assaporano a fondo, passano prima per il cuore, spolpandolo di ogni essenza di vita.
Graffiano la pelle, succhiano il sangue e lacerano le ossa.
Pensieri calvi si inchinano con un cordiale saluto a ciò che era, è e sarà per sempre sporco amore.
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Pensieri calvi poco prima della polvere provocano reazioni cutanee.
Frane e rovine d'animo. Come quando crolla il suolo e ad aprirsi è una voragine senza spazio. Nei crateri allestiti d'erba un surreale volo di farfalle. Come la tremenda pace dell'occhio di un ciclone. Come la danza di un pesce senza incubi nel mare in tempesta. Frane e rovine d'animo. In un crescendo di acquari e pozzanghere. Nel vortice mortale di grotte e gabbie. Nel tatto truce di un corpo sfatto e in attesa. Gli abissi d'inverno cullano la vera essenza di una vita. E la sussurrano alle dolci note del vento. Che diventa calmo e muto. Un attimo prima della resa all'ultimo respiro.
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Costruisci in me mostri e lingue di fuoco.
Innalzi monumenti infernali.
Resusciti spiriti goffi e buffi.
Innalzi anime vuote. Modelli incantevoli spazi tetri. Crei eroi acidi e salati, giocattolo.
Inventi ritmi cardiaci. Componi melodie strazianti. Disegni ventagli di idee disseccate.
Reclamizzi l'ansia, regolando la gestione guasta della vita.
Predisponi il cuore all'arresto.
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Corpi squallidi senza fondamenta.
Corpi. Imbrattati colorati trasparenti. Catorci cubici di pensiero. Glabri gonfi e spruzzanti. Continuazioni anaerobiche di lingua. Macigni friabili inimmaginabili.
Cunicoli verso il paradiso basso. Travi verticali in ascesa. Scempi di sostanza. Scrigni cavernosi. Loculi viola fatui.
Concatenazioni di richiesta. Gargarismi e schizzi. Briciole spugnose di frasi annacquate. Altalene immobili. Giostre in fiamme.
Queste corpi: decurtazione illogica di vissuti inconcludenti.
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Un tempo acqua bollente sfuggiva dagli innocenti occhi.
La fanciulla era solita a passare le dita sulle gocce vuote e dense, con un gesto ingenuo puliva la candida pelle che quasi si macchiava, assumendo un colorito paonazzo.
Un tempo quel bruciore la cullava, viziava la piccola creatura.
Ora il fuoco si era spento, cenere e polvere fastidiosa le sporcava i polmoni, quasi fino a farla soffocare.
Una lacrima, lenta e dolorosa si abbandonava al suo triste destino. Gelida percorreva la guancia del viso esangue;
Le mancava ustionarsi, troppo rinfrescarsi sulle curate cicatrici.
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Un tempo l'albero ospitava milioni di anime.
Ora gli uccelli poggiavano a terra, abbrustoliti. Bianco fumo penetrava quella debole carne. Mi avvicinai ai corpicini inermi, le piume delicate erano ancora calde. Presi un passero in mano e la testa si afflosciò da un lato, mal sorretta dal collo delicato.

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E al calar del sole, anche i sogni diventano tenebra mal custodita.
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Nascono e muoiono infinite porzioni di fiori. Dentro e fuori questo fazzoletto di pelle.
Tra gli spazi micro di un metro di pagliacci. Oltre ogni sciocca concezione di distanza.
Nascono e muoiono i frammenti di ciò che eravamo. Tra gli applausi goliardici di un plotone d'esecuzione. Sotto la spinta denaturata di chi ci separa dall'alba per condurci verso questo inevitabile annegamento di sole.
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Vivi di sforzi. Vivi di pesi.
Vivi mirando la leggerezza,
vivi anelando il salto,
vivi soppesando il dolore;
Vivi credendo di sopravvivere.
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Nel graduale calare della cattività randagia umana, nasce d'impatto un improvviso sgretolarsi di ossa ed un parallelo formicolio di cranio accompagnato da un malato lassismo nei confronti degli stimoli vitali.
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Muoio e resuscito;
Questo concetto ha sfiorato così tante volte la mia mente che credo ormai di essere diventata immortale.
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Nel silenzio si nasconde l'espressione massima della disperazione.
Un piano infinito dove trovano riparo fiori carbonizzati e il garbuglio d'illusioni rannicchiate nello stomaco.
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Mi lascio lacerare l'anima da questi mostri che credevo farfalle.
La mia pelle è stata diluita dal fango, e porto nella gola un solo desiderio:
Un po di pace, per ritrovarmi ancora, senza lacrime da sprecare, capace di sorridere, felice di nuotare sott'acqua senza paura di annegare, senza voglia di risalire.
Un po di pace, per bloccare i battiti, per rallentare il respiro, per abbracciare l'orizzonte e curare la mia pelle, per guardare il sole senza inganno, per dormire e sognare.
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Ansietà.
Profonda aridità su di me cucita. Un cammino a metà dove niente è frivolo. E quando scorgo una luce, inesorabilmente scivolo.
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Involucro di passioni.
Tutto gira attorno a milioni di orbite infinite, che circondano lo stesso nucleo.
E quel cuore, quel cuore che pompa essenza dall'infinito, suona sempre la stessa melodia
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Brandelli di Amore si staccavano lentamente.
Tra i residui di carne si intravedevano le sporche ossa, e in quell'Addio un sospiro-
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Lo sapevi che i cuori che si spezzano non fanno rumore?
Affoga in silenzio mentre il sangue sgorga dalle ferite.
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E cola, cola l'acqua sporca misto polvere.
L'anima mi divora lentamente, inebriando quei sogni fuggenti che poco prima si prendevano gioco di me.
Sangue, sangue misto gelo. Pupille dilatate e qualche sguardo dolce.
Profumano i fiori che mi inzuppavano i capelli.
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Mi ritrovo qui, sola, a contemplare il paesaggio che mi offusca i pensieri.
Immersa nella mia solitudine, con il vento che mi culla la mente e il grigio che distende tutte le emozioni
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Sono spine, petali e profumo, ma anche ferite, sangue e lacerazione.
Sono passione, violenza e dolcezza. Acqua santa e diavolo.
Sono lacrima,
Sono quella che tu ami quando non ci sei.
Sono quella che c’è quando non mi ami.
Sono carezza, bacio non dato, abbraccio sfilato.
Vivo tra sangue e spirito,
Non vado via, sto qui e sono.
Sono E non sono niente.
Se esisto dimmelo, piano.
Fammi sapere che posto ho nel mondo.
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Sono giunta alla conclusione che probabilmente il mio cuore batte solo per inerzia.
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Brandelli di carne cadevano a terra.
Un piede, forse un po' troppo piccolo, tremava a scatti sul pavimento bianco, bagnato d'acqua.
Sangue, amore acquarellato, si confondeva con la chiarezza di quell'immagine.
Cuore, cuore temperato, strisciava verso i brandelli di carne che lo osservavano, lontani.
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Momenti che ritornano, e fanno male più di prima. Pensieri che scatenano mille sofferenze.
Si liberano lacrime imprigionate nell'umido cuore, evaporano al cielo, staccandosi dall'asfalto.
Due occhi scuri, profondi come la morte. Occhi di ghiaccio, occhi che sperano.
E intanto, lo sguardo, splende ancora.
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Ci sono giorni in cui la tristezza mi penetra anche le ossa.
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Le lacrime soffiano nostalgia e, con una forza quasi umana, cercano di uscire dalle palpebre che con rabbia diventano più forti.
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Alle spalle mille rimpianti, guardo verso sconfinate speranze.
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Luna offuscata. Nella nebbia notturna, l'indefinito.
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Intanto, piango germogli, io sempreverde.
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Tra vertigine e schianto. Morta a metà del volo, morta per un sogno troppo reale.
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Siamo solo angeli incapaci di volare, diavoli che faticano a vivere.
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Il mio, è solo un povero cuore claustrofobico.
---
-
EREMOFOBIA


Soffierai tra i miei capelli come se fossi fiore nutrendo l'aridità dei miei petali
di un leggero e fresco amore.
Sorriderai delle mie paure rendendo le tue carezze insostituibili cure.
Dicon che l'amore fa mancare l'aria. Strano, dato che ormai, sei diventato il mio ossigeno.
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La mia vita sanguina dalle tue labbra.
Disperata nudità della fine,
Esistenza e sorte di vertigine.
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Il battito diventava irregolare e non riuscivo più a respirare.
Pensai subito di essere ammalata.
No, mi sbagliavo.
Ero innamorata.
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Sarà forse passione, o meglio ossessione, quella tremenda voglia di te.
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Siamo germogliati lentamente..
Come se non fossimo mai realmente stati a lungo dall'altra parte del mondo.
Come i nuotatori in un fiume di sogni, a cui non serve respirare.
I miei rami si sono intrecciati con i tuoi, le foglie sono diventate verdi assieme e lo stesso per le pesche.
Ci siamo sollevati in cielo, tentando di raggiungere Le nuvole.
A metà strada le pesche, ormai mature, hanno iniziato a cadere dall'albero e le foglie le hanno seguite pian piano. Ma noi non ci siamo arresi, siamo saliti sempre più in alto, ma non appena l'illusione divenne realtà, le solide radici non son riuscite librarci in cielo, e anche noi siamo caduti.
Ora siamo qua. Uomini che fanno parte della natura, destinati a stare taccati all'erba bagnata, uomini che i loro sogni, li possono soltanto guardare.
---



Anime che cantano all'unisono.
Passi che corrono, rumori che fuggono.
Io e te eravamo lì, in mezzo a quel frastuono di emozioni.
Le gocce di pioggia cadevano più in là, lontano da noi.
E mentre i nostri sguardi scomparivano nell'eclisse, l'amore si cibava di noi.
Oh amabili, amabili ricordi.
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Dimmi cosa si prova ad avere un cuore di polvere, e io ti dirò cosa si prova ad averne uno malato.
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Noi siamo fuochi che ardono in infiniti intrecci di gestualità, ali di farfalle impazzite che si spengono nell'ultimo volo.
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Mi dico che sei nella mia natura, e cullo il mio vizio.
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Quel tuo alito vitale, portò la mia essenza in una violenta fuga di dolce sangue; Ingenuo Amore cibato dalla mia carne.
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Uccisa negli occhi, la colpa imprigionata nell'innocenza. Il mio cuore è libero di cantarti.
Nessun sogno può essere incatenato nel buio,
E piangerò ancora per te, stanotte.
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Cuore, Mio piccolo cuore che contieni tutto il mio amore, batti. Batti cuore.
Affinchè io possa sentire il palpitare delle passioni, la gioia di un abbraccio, il vuoto del dolore.
Batti. Batti cuore, affinchè io possa innamorarmi ancora.
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Amore: leggiadro disperdersi di nude farfalle, incubo insonne, buio, paradiso.
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Guardami, sentimi.
Scuoti quell'intruglio di amore che vive in me, pulisci l'essenza impolverata che giace sul quel povero e amabile cuore. Venerami,
ho l'anima sporca, putrida dell'affetto che ci hai soffiato nel mezzo. Avvolgimi..
particelle innaturali, delicate essenze fioriscono.
Amami, amami ancora. Amami perchè ogni tuo gesto, ogni tuo sorriso, circonda il mio corpo con l'aria del Paradiso.
---

Sei stato la mia crepa nell oscurità, ed ora vedo solo la luce; Il buio è solo un ricordo.
Se non avessi visto l’abisso non avrei potuto mai incontrarti. Se non mi fossi spinta nel baratro non avrei mai avuto l’opportunità di amarti.
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Cerco le tue labbra per ritrovarmi ancora nell'illusione della tua dolcezza, del tuo sapore. Cibo appagante, scenario sublime.
Lascia che io mi nutra
del tuo cuore e della tua anima
per ritrovare, nel fluire dell'amore,
la passione infinita..
---
Si, i tuoi artigli infilati ripetutamente nel mio cuore, mi fanno piacere.
Ora lecca il succo che piano esce dalle ferite che hai procurato. Non puoi lasciarlo sporco, no.
Infine, se vuoi, dammi anche un bacio.
Giusto perchè una storia ha sempre un lieto fine. Non credi?
---




Li vedo davanti a me, mi scuotono dentro un miliardo di emozioni.
Occhi, semplicemente tristi. Occhi che mi implorano di capire,
di non andare oltre. Ed io impotente resto stordita, resto devastata da quello sguardo.
Ai piedi del mio letto, mi svegliano di notte.
E continuano a tormentarmi.
Occhi che non so aiutare, non ho il potere di salvarli da quell'angoscia, dalla vacua sensazione di inutilità, dalla decadenza.
Occhi che mi chiedono perdono. Ma non è questa la risposta che cerco, e che essi cercano in me.
Occhi che mi perseguitano ogni santo giorno e tolgono il respiro.
Occhi che mi parlano ... ancora.
---

Mi sto ubriacando di te. Credo tu sia molto meglio dell' Alchool, sai? Il tuo sapore è decisamente più dolce.
---
Frastuono, lamento interrotto, lacrime gastriche, voglia di te.
---

Il vuoto
E' una solitudine
che sveglia i sensi della notte
e calpesta i gerani del mattino
che mi tiene, oggi, più di ieri
nella tensione del "diventare grandi".
Il fruscio delle foglie imita baci
racchiusi in tegole di cartapesta
e profumi speziati.
Ma non senti la musica?
Non senti il respiro fra le mie pause?
Non credi in me?
Nemmeno il Vuoto credeva nella Montagna
ma poi insieme, il Vuoto e la Montagna,
fecero leggenda di se.
---

La mia vita è polvere che offusca la brillantezza della tua rosa.
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Continuavano a tenersi la mano, senza speranza fra le dita;
solo un contatto della pelle, un legame ansioso e tenace, un antidoto contro la paura.
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Tu fiamma ardente, avvolgente coperta a farti del male.
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Allontanami. Disperdermi dentro l’aria gelida che ingoia i gemiti, i silenzi, le parole che vanno via;
la polvere che s’alza
come se avesse vita propria
e poi rimane, s’adagia sulla terra,
arresa, stanca, invisibile quasi.
Oh, quanto sono polvere e vento.
---

Anima pura, la mia. Anima pura, la nostra.
Cuore nobile, tinto di un colore focoso e passionale. Brividi che scuotono.
E con un gesto creai un legame più profondo degli abissi di qualsiasi assenza
---

Cos'è un tuo bacio? Un folgorante gelido rinfrescarsi.

---
Quale l'odore, prima si sparge poi gela, il tuo spirito ha oscurato la natura, riempito l'orrore di vuoto.

Vieni qui, di tanto in tanto sono malinconica e tu non ci sei mai.
Sono stufa di sentire il rumore delle mie lacrime.
A volte sono terrorizzata, poi vedo lo sguardo dei tuoi occhi, girati. Occhi lucenti. Girati. Di tanto in tanto cado a pezzi.
E ho bisogno di te, stanotte.
Ho bisogno di te più che mai.
-Il tuo amore è come un'ombra che sta su di me per tutto il tempo Non so cosa fare e sono sempre nell'oscurità Stiamo vivendo in una polveriera e stiamo facendo scintille Ho veramente bisogno di te stanotte sempre comincerà stanotte.
---

Sono felice tu sia nato, altrimenti ti avrei dovuto inventare.
---
Sedotta dal tuo sguardo, germoglia purezza nei polmoni. Respiro. Respiro amalliato, brezza inconfondibile.
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Gli occhi colmi di lacrime, la pelle sporca di polvere, il cuore pieno di te.
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Vortici incandescenti, polvere negli occhi. Cuori che si scaldano, lacrime che piovono;
Anime che volano.
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I colori della mia felicità, riposano nei tuoi occhi.
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Cola una cascata di commozioni, evapora un tocco annebbiato.
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Continuavo a cibarmi di ogni tua carezza e ad assorbire ogni tuo respiro;
E mentre io ti guardavo ammaliata, la pelle si raschiava ed i polmoni si indebolivano.
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Mentre io gli graffiavo la schiena, lui mi graffiava il cuore.
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Oh si, per te il mio corpo sanguina, per te il mio cuore si disidrata.

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Vieni amore, contiamo assieme le stelle di questo cielo infinito;
Dai, vieni qua, con il vento che ci carezza il viso, e le onde del mare che si infrangono sulla riva.
Vieni amore, saremo soli in questa notte senza luna, perchè per me, la luce più immensa la emanano gli occhi ogni sguardo che mi dai.
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Sangue denso. Il pavimento è sporco di te, ogni speranza vola via con la stessa paura dell'ignoto;
Un sorriso timoroso splende nel buio, e piano le lacrime scendono.
Le ginocchia si fanno pesanti.
Ora sei per terra, con le mani che cercano nel sangue anche solo un brivido, con la faccia graffiata e gli occhi troppo pieni.
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Tremore improvviso. Gli occhi, al buio, cercano anche solo una sfumatura, un luccichio, qualsiasi forma che possa vagamente ricordare il tuo splendido sorriso.
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Sento la tua presenza al mio fianco. In un istante ogni singola particella d'ossigeno è stata assorbita dal tuo lontano ricordo.
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Con il tuo sorriso potresti illuminare anche l'infinito.
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Giochiamo ad un gioco? Facciamo che ci amiamo per sempre anche quando moriamo.
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Con questo cuore che sta per scoppiare, il nostro amore è cento volte il mare.
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Amari ricordi, spezzati e infranti leggiadri volano via dalla mente, verso un cielo colmo di speranze ed illusioni.
Parole che ascoltate mordono il cuore, è questo l'effetto che fa l'amore? Amore, amore come sempre, ti cibi di lacrime, ti cibi di me.
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Il soave battito del tuo cuore mi cullò in un sogno al quale solo io potevo accedere.
E le porte dell'illusione si aprirono mostrando spazi infiniti ove ninfee e gigli appassiti danzavano nell'aria.
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Sfilai con cura le spine dalle vene della mano.
Il sangue cominciò a colare velocemente, rosso come il fuoco del diavolo.
Sporco di un amore dannato dalla stessa rosa che mi stava provocando dolore.
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Tra polmone e cuore, tu sei quella cosa in 'più' che mi permette di vivere, amore.
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Spremi il mio cuore, amore.
Lo vedi il miele che pian piano esce?
I pori della pelle si riempiono della tua materiale essenza;Liquido animato, delicatezza incandescente, amore fiammeggiante.
Amami, amami amore.
Scuotimi;
Tempesta impetuosa scatenata dalla mia anima, passione inesplorata, violenza inaudita.
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Se l’anima non vola è là dove ogni sogno muore, ogni amore, dove svanisce ogni dimensione.
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Sei il mio battito maggiore, un raggio di splendore. Dovresti vedere quanto 'te' giace in me.
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Gli occhi impastati dal miele; la tua immagine mi offusca i ricordi.
Dolce sapore che mi scioglie i pensieri, che li rende più veri.
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Per te mi prosciugherei il corpo dal sangue.
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Siamo così belli insieme, e quando ci baciamo le nostre ossa combaciano alla perfezione.
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Un dolce abbraccio, si incrinano le costole.
Voglio poter baciare quelle labbra, in esse costruirci una fortezza e morirci dentro.
Cuore perse i sensi: Cervello, dall'alto, aveva mandato delle scosse elettriche che l'avevano rimbambito.
L'organo pulsava ancora, sorretto dai polmoni che con amore si erano abbracciati, per non farlo scivolare giù.
Ma Polmone1 era stanco di stare in quella posizione, non riusciva a respirare.
Lasciò la mano di Cuore, che si strinse più forte a Polmone2.
La forza non bastava, Cuore pesava troppo. I suoi occhi cominciarono a lacrimare rosso sperando di non cadere.
Ma accadde il peggio: Cuore cadde andando a sbattere contro la cassa toracica.

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Corpi che si intersecano come piante velenose, anime che volano in simbiosi.
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Le tue braccia anestetizzano tutto il dolore che risiede in me.
Quello che urla abbracciato ad una lacrima. Quello che piange nascosto dietro un sorriso.
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Lasciami un pò di te,così che io possa custodirlo nel migliore dei modi
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Lasciava che le lacrime si suicidassero lentamente.
Tutta quella sofferenza scivolava con loro. Le guance bagnate assorbivano acqua salata.. sapor di sangue che piano sporcava la candida pelle. Caldo, caldo soffocante. Ecco cosa le mancava. Le mancava soffocare d'amore, le mancava l'apnea.
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Ho i polmoni intossicati dalla tua presenza.
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Il nostro amore 'sta dove lo sguardo attira il sentimento e l'acme della luna.
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E anche le stelle, proprio quelle più belle, brillano con la tua luce.
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Guardarti negli occhi mi fa sentire sempre straordinaria, tanto leggera che quasi non sento le ossa.
E in quegli attimi sei il mio unico pensiero, che quasi mi dimentico di respirare.
Se ci sei tu, non ho bisogno del paradiso.
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'Paradiso'
Sei venuto dolcemente, quale un timido fiore si apre al cielo primaverile così ti sei abbandonato al mio cuore.
Oh sguardo, mi trattieni con il respiro.
Amabili gesti, lievi palpitazioni con grazia concludono ogni attimo.
Respirami, dormiremo assieme stanotte.
La tua anima mi ha dato tutto.
Sei venuto premurosamente, mi hai amata fedelmente.
Assieme ci siamo liberati in un gelido volo.
Batti dentro di me, io ci sarò per te.
Stanotte dormiremo per sempre.
Attorcigliati l'uno nell'altro anche una lacrima racchiude amore.
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In amore non c'è male più grande che la paura stessa di amare.
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Ogni atomo di carbonio presente in me era una stella, e ora vive per alimentare il tuo cuore.
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Quell'odore mi ammaliava i sensi. Li trascinava in un vortice di emozioni.
Brividi, leggeri attimi di passione venivano scossi nel mio corpo.
L'aria gelida passava tra le costole, i polmoni si riempivano di soave dolcezza.
E il cuore, quel debole cuore, pompava caldo sangue.
La Voglia si trovava accanto alla luna che pura e vuota osservava il tutto dall'alto.
Scuotimi, scuotimi amore.
Lo senti il mio cuore?
Accarezzami, respirami e scuotimi ancora.
Essenza di passione cola dolcemente sul mio corpo, amore persuaso leccando l'infinito.
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Sei quel fuoco che arde nel mio cuore.
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Mi fai respirare Paradiso in tutto questo Inferno,.
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Hai accordato le note stonate del mio cuore.
In mezzo all'oscurità risplenderà la tua luce.
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Lasciami ossidare come terra e cenere.
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Mi manchi. Angelo nell'acqua. Cerchio maturo che s'allarga. Spina nel fianco. Pioggia odorosa.
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Il nostro legame è più immenso dell'universo.
Non ha confini.. o forse si.
Ma sono talmente lontani che non si potrebbe raggiungerli neanche alla velocità della luce.
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E come le rose possono nascere senza spine, anche tu mio dolce Angelo sei nato senza ali.
---
Sei celato nell'ombra che racchiude il mio cuore.
Quale una goccia di pioggia in una giornata di nubi, così una lacrima ha deciso di abbandonare il mio corpo in un istante.
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Il 'per sempre' è un tempo davvero lungo. Ma prometto di stare al tuo fianco finché mi vorrai.
Io per te ci sarò, anche quando di me resteranno brandelli di carne e residui di ossa.
Quando il mio cuore sarà un organo inerme, utile solo per soddisfare la fame dei vermi,
io per te ci sarò. La mia anima continuerà ad accarezzare la tua morbida pelle, ad addolcire ogni tuo sguardo, ad assaporare il tuo respiro.
---
Torna a sorridermi tra parole che non voglio più sentire. Ricongiungimi agli occhi spenti di quel labirinto di anime abbandonate.
Donami ancora il gusto di credere a tutto ciò che adesso mi sembra vano. Fammi abbracciare il corpo esile di chi ancora crede a questo nido.
Dimmi che tornerai nel mio cuore. In tutta la purezza di quando partivamo insieme.
Promettimi che svuoterò il pianto di queste leggiadre gocce.
---

Graffiami con l'organza per infondermi l'illusione di una purezza sanguigna infangata dai ricordi.
Dammi una rosa nera dai profili assonnati, affinché io possa sterminare con cura tutti i restanti fiori del mio giardino.
---

Il mio cuore trema. Sei qualcosa di devastante in me, amore.
---

Eclissami il cuore, rendilo tuo, per sempre.
---
Ti bacerei anche se le tue labbra fossero bagnate di benzina e le mie fossero fuoco ardente.
---

Quel nodo in gola che non mi faceva respirare, un demone che dall'altare mi trasmetteva calore.
---

Un orgasmo di vita in un solo battito.
Pulsa di piacere l'affanno che ieri mi ha messo al mondo, che oggi mi 'strugge.
Pompa di calore ogni particella di ossigeno che mi circonda; Attimo di dolore. Ci sei tu, ci siamo noi.
Ci sono quelle lacrime che screpolano il cuore malato, i soffi donati al paradiso.
---



Volevo il mio cuore senza battiti.
---

Dura l'aria che tocca i nostri corpi; come cera si scioglie nella pelle.
E con un battito cade nello stagno nauseabondo.
Piccolo essere frammentato rigurgiti suoni malevoli nel cerchio asfissiante.
Piccolo essere deformato ricomponi i pezzi di un mosaico imperfetto.
Piccolo essere calcificato ti aggrappi ad un mondo che si sta sciogliendo davanti ai nostri occhi.
---


Sei la mia ricetta dell'esistenza, in tutte le sue probabili bruciature tossiche.
---


Anche il vuoto sta pesando sulle mie palpebre.
---

Ti coprirei la schiena con foglie d'oro e vivrei con te tra il tramonto e il mare.
In una casa dove nessuna tempesta riuscirà mai a ferire le sue mura di foglie.
I tuoi occhi non appassiranno mai, perché non permetterò al sole di bruciare i tuoi delicatissimi petali colorati e ti regalerò la stella più lontana affinché tu con le tue mani possa avvicinarla ad illuminare l'infinito delle nostre notti più belle.
---
E nella crudeltà delle notti insonni, sei l'incarnazione del masochismo in tutta la sua bellezza.
Bellezza così splendida e curata da farmi piangere.
Distruggi ogni centimetro del mio corpo assorbendo ogni respiro dell'anima.
Quel gusto di vedere due teneri occhi ansimare.
Il leggiadro soffio di un angelo....
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E in quello sguardo trovai un continuo parto di nuvole e un piccolo fiume di fiori a bagnare in silenzio quel nostro fazzoletto di terra. In quell'istante guardammo insieme il tempo fermarsi e il mare ritirarsi per sempre in quella parola cosi difficile, dentro quel suono cosi veloce e breve, cosi armonico e terribile. Ci salutammo nell'incredulità di una neve apparente che piano si posava sulle nostre mani, nella paura di uno spettro notturno oramai incerto, in una lacrima di gioia senza fine che non aveva nemmeno la forza di gelarsi. Due occhi avrebbero smesso di intrecciarsi e fare l'amore in quel caldo nido di terra, due gambe tremanti avrebbero smesso di cercarsi sulle ali di quella finta pace di attimi passati. Il mio cuore ti sussurrò solo per dirti sottovoce che nonostante tutto la mia vita era sempre appartenuta a te.
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Oh, angelo, proteggimi con le tue tristi ali affaticate.
Occhi pieni come acqua stagnante, sono i tuoi. Che mi guardano, da essi mi sento perforata. Sembrano guardare oltre ciò che realmente vedono, mi scavano dentro con riluttanza. E non posso fare altro che amarli. Soffocami, soffocami amore, stringimi a te con il tuo corpo colmo di affanno, uccidimi di voglia di amore, lentamente e con dolcezza.
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Quando due corpi si scontrano, nel bene o nel male, ci sono sempre dei traumi di natura intrasmutabile.
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Certi ricordi li vorrei solo prendere a coltellate.
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Il guardiano della morte se ne stava lì, impassibile come molti, ad osservare il nostro amore pian piano soffocare.
Diluita nel sangue, tutta quella maniacale passione.
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Sei la voce che trapana il mio cervello, il motivo di questa perdita di sangue.
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Tutti questi pensieri cannibali che mi travolgono la mente, sono dovuti dalla 'fame d'amore'.
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A scatti morivo d'amore.
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In te risiede il mio infinito.
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I tuoi occhi illuminano anche la notte più buia.
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E mentre il mio amore per te cresceva ogni giorno di più, tu mi spellavi con cautela scoprendo cruda carne.
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Tra fuoco e fiamma, una scintilla d'amor.
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E ciò che mi resta di te sono ali spezzate di farfalle morte pucciate in un barattolo di miele.
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Con morbidi passi hai camminato sulla mia anima
Mi hai guardata per troppo tempo senza far niente aspettando il momento giusto..io, illusa ingenua, ti ho lasciato riposare appoggiato al mio cuore. poi il tuo respiro gelido ha ibernato i miei organi. I polmoni hanno smesso di respirare ed il mio cuore di battere. Come se non ti bastasse con il tuo dito hai squartato le mie membra lasciando di me solo un mucchio di sangue, illusioni infrante e un'anima sepolta.
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Come pesci in Dicembre testo di Pallore
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