Il tesoro di Fra Dolcino
L’ottimo cugino mio, tal Tonino, che sicuramente anche tu conosci, mi ha reso partecipe di un importante segreto per la modica cifra di 700 Heuri. Anch’io per buon cuore ti metto al corrente di questa chicca per la modica cifra di 250 fiorini che potrai bonificarmi sul conto 00 della Banca del Tempo Perso il 35 ottobre corrente anno.
Di cosa si tratta? Presto detto, Tonino, Figlio dei Fiori all’inizio degli anni Settanta, decise di abbandonare la sua famiglia ed entrò in una comunità di cappelloni nell’Alta Valsesia, non troppo distante da Campertogno. In questa comunità, oltre al solito sesso di gruppo, alle riunioni sulla presa di coscienza dei mantra buddisti utilizzati da George Harrison, alla creazione di collane di fiori da vendersi nei mercati locali, decise per il bene del gruppo, di accomodare lo sgangherato alpeggio che occupavano dopo l’esproprio proletario effettuato cacciando i pochi animali riluttanti di dover condividere con quegli strani umani quella cadente dimora.
Fu quindi abbattendo parte di un muro pericolante che divideva la cascina dalla stalla che ritrovò la famosa mappa del tesoro di Fra Dolcino, aveva tra le mani le indicazioni, scritte in latino medioevale, per ritrovare il bottino delle razzie compiute dalla banda del frate eretico nell’Alta Valsesia.
Che doveva fare il buon Tonino? Dopo una lunga meditazione yoga non esente da sostanze acide, finse di aver avuto una visione, comunicò al suo gruppo che la sua missione sarebbe stata divulgare l’ideologia del Flower Power nelle città. Abbandonò quindi la comune, si trasferì a Torino, trovò un lavoro come motorista e si inscrisse ad un corso serale di latino medievale confidando di poter tradurre da lì a poco la sua pergamena. La città tentacolare dilatò il tempo dei suoi studi, dopo quindici anni di sudati approcci alla lingua, non aveva simpatia per il latino, e la lingua dei padri lo ricambiava con il medesimo sentimento, preso dallo sconforto, gettò da un ponte la carta in un fiume.
Ma quindici giorni fa, gli è apparso in sogno il luogotenente di Fra Dolcino, Alimero da Nessundove che rimproverandolo aspramente gli ha dettato il contenuto della mappa in antico valse siano.
Ora il buon Tonino si è iscritto ad un corso a dispense di Valsesiano Medioevale, come tu ben sai questa curiosa lingua è composta da questi soli caratteri: x,k,w,y ,j .
Sono presenti inoltre i verbi: assi, passi e materassi. Le vocali si costruiscono con equazioni con incognite dal primo al quinto grado la cui soluzione è l’incognita stessa che tal rimane.
Visto l’alto costo dell’impresa Tonino mi ha voluto. come socio; ovviamente bisogna dividere oneri ed onori, ho pagato la mia quota in Heuri a mia volta io giro a te questa proposta e tu potrai farlo a a chi vorrai dividendo l’importo del bonifico ad amici e parenti e conoscenti anche con il mal di denti… Daremo origine ad una catena di Fra Dolcino anziché la solita di Sant’Antonio. Il successo è garantito.
Il 36 Ottobre inizieremo gli scavi e probabilmente abbatteremo Campertogno, Scopello,Varallo ed il Monte Tovo, mi raccomando, tu e tutti gli amici bonificandi fatevi trovare alle cinque del 36 Ottobre sul Raccordo Anulare all’altezza di Novecamini, alla fine dell’impresa ci saranno baiocchi per tutti!!
Confidando nella tua sete da giovin esploratore ti saluto ringraziandoti per il tempo concesso a questo scritto demente assicurandoti che non è per nulla infettivo e permanete!!
Il tesoro di Fra Dolcino testo di Enrico Spera