Con il dorso della mano rimuovi fiele e promesse dalle tue labbra impudenti.
Ti liberi, platealmente, dei rimorsi e dei ricordi lasciando una superficie liscia ed immacolata...morbida.
Osservo stupita la facilità con cui parli di niente, mostrando i denti carnivori , illuminando lo sguardo di nuove priorità, mentre ti avvicini il bicchiere alle labbra.
Le labbra.
Ancora loro.
Protagoniste assolute del tuo vivere indolente e beffardo, complici inconsapevoli della tua crudeltà.
Bevi il vino che ti ho versato facendolo riposare qualche secondo contro il palato, avvolgendotene i denti e la carne molle e rosa della lingua
Sorridi .
Sorridi ed è ancora più indecente di uno spogliarello senile, sorridi e mi chiedi di non andarmene, di non andarmene mai, di rimanere per sempre qui, seduta davanti a te in contemplazione del tuo silenzio, aspettando che tu finisca di bere .
Vino rosso che scioglie i pensieri, te l’ho portato in segno di resa , vigliacca .
Mi arrendo alla tua sagacia, alla tua perfidia , mi arrendo e fumo la sigaretta del condannato, aspettando l’esecuzione , la parola che mi annienterà.
No, io non bevo, non bevo ciò che ti soddisfa , l’odore del vino che ti rende felice mi nausea e mi soffoca. Io posso solo fumare, soffiando volute bianche verso il soffitto di questa stanza che è piena di gente che vive ogni giorno senza di te.
Mi chiedo come possa farlo…come .
Vorrei che tu sparissi, lasciando il vuoto del tuo corpo su quella seggiola .
Te lo dico… sparisci, vattene, brinda alla vittoria e lascia il palcoscenico.
Spegnerò le luci, tirerò le tende di velluto rosso, saluterò gli spettatori , riporrò il copione.
Nessuna replica per questo spettacolo, ne seconda serata.. gli attori non sono sopravvissuti.
Siamo finiti entrambi, io, tu… la vittima e il carnefice.. esistiamo solo nell’abitudine polverosa di questo rapporto .
Anche il tuo sorriso, adesso, mi appare per quello che è.. un sorriso di plastica bianca , finto , patetico.. puerile.
Svuoto le tasche del cappotto lasciandoti le tue parole sul tavolino di cristallo. .le ammucchio tutte qui, davanti ai tuoi occhi assassini, che guardano già altrove.
Una pila tremolante di suoni , di sospiri, di risate che non posso più tenere con me, mi trascinano verso il fondo, non mi fanno riemergere per respirare.
Sono tue, te le rendo, fanno parte del tuo bottino di guerra, insieme ai miei capelli che ho tagliato, insieme alla mia sensualità che hai prosciugato… assetato.
Mi alzo veloce, rischio di perdere la dignità della resa.
Volto le spalle alla tua perfetta immobilità, comando al corpo di staccarsi da te, un passo e poi un altro, ancora uno, uno solo .
Vedo il tuo riflesso sotto le mie mani, mentre apro la porta di vetro..
Nell’accecante momento dell’addio trattieni il fiato nella bocca bugiarda.
Senza fretta, con fare elegante, frantumi le parole che non mi dirai lanciandole lontano.. da questa stanza.
Vino rosso di un addio testo di MARVEL