Ieri Ho indossato la maschera Illusoria Come ogni persona Dell’allegria e della felicità Quella che comunichi a tutti Che trasmetti Epidermicamente A chi ti tocca Anche e solo a chi ti ascolta. Ho fatto ridere Con sapienza o con volgarità Altri semplici volti Votati al compito Non facile Di vivere. L’animo Quello vero Quello occulto Quello che ti guarda negli occhi Quando sei solo Che ti parla Nei momenti d’intimo contatto Urlava di dolore Piangeva senza lacrime Concepiva nuovi stadi di sofferenza Senza fine Verso una fine. Ho riso anch’io Mostrato il viso Aperto Dell’esplicita e falsa cordialità Verso coloro che m’aiutavano a campare Per poche ore e senza pensare! Maschera di me stesso Non capivo la ragione delle lacrime Che pur germogliavano con facilità. Apparivo colto da conati di gioia Ma travestivo l’anima Sperando non mi lasciasse lì. E ho compreso Nel baleno d’una giornata Che la fragilità delle ali d’una farfalla Che libera Vola Al dischiudersi del suo bozzolo Appartengono all’antico suo corpo Che strisciando sulla terra S’ancora a verità meschine. E pur essa ora è maschera Del verme che vive in lei. E s’illude Librandosi verso le nuvole D’esser franca e per sempre. Ma il suo sogno Dura un giorno Solo! Pari al tempo da noi trascorso A ritrovarci soltanto Su questo sperduto pianeta Fin dai tempi d’Elam. E ci ritroveremo Con altre maschere A inseguirci inutilmente Come falene di palude Che vivranno ancora per poco Illudendosi di possedere la vita! Ti riconoscerò Dallo sguardo Che neanche cortina di ferro Potrà mai oscurare. E tornerò a soffrire Pentendomi d’esser rinato.
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