« Si accomoda signorina,ecco la sua cuccetta ».
Appena mi ero infilata nel compartimento che l’ho visto , lui sfacciato seduto sulla cuccetta superiore.
Beh, lui avrà avuto l’ultima forse. Certo, non mi andava molto di essere rinchiusa tra due cuccette, ma dovrei accontentarmene. Sarà soffocante con questo caldo. Era un vecchio treno della FS senza aria condizionata a priori, le finestre erano tutte aperte e difficile ad alzare.
Mi guardava con insistenza. Avevo la fronte umida di sudore, e non vi dico tra i seni, sentivo scivolare delle goccie raggiungevando i pieghi della pancia... la cinta del Pantaloncino rosello era bagnata anche. La mutande appiccicava molto e sembrava essere morsa dalle natiche... ah!
Quanto avrei voluto spogliarmi e tuffarmi nel mare. Purtroppo non era per subito.
Prima una notte nel treno ed dopo la mattina, arrivo a Catania, dovrei raggiungere le terre e forse soltanto dopo domani andrei a spiaggia con Nunzia.
E lui, che mi guardava sempre. Non sembrava italiano, o forse allora “veneziano”, un po’ chiaro di pelle e di capelli ma molto “buono”... dai salvatrice.... non è un cibo.!!!
Certo con questo caldo, non pensavo proprio a mangiare ; beh forse mi avrebbe impedito di pensare ad’altri nutrimenti.
E’ vero, che un buon piatto di pasta sciutta con questo caldo ti riempie bene e ti dà forza per tutte le ginnastiche.... e lui che si leccava le labbra, le quale immaginavo salate e dolce entrambe. Si’, forse è molto giovane, sembra che nascono i suoi baffi appena...
Una bocca giovanile su delle labbra mature e carnose.... “dai non sognare donna!! non è per te”. Se incomincio cosi a sognare non dormiro’ sta notte. L’avverto molto affosa. Come faro’ io che non dormo mai coperta e vestita. Mannaggia....!!
E lui che sta scendendo dalli’ sopra come un felino e continua a guardarmi. Beh ! ok se li va, vedremo come fare!! Si sveglia in me la predatrice.
Già allora tutto si scatena in me. Ho altro da fare ,afinche stia pronta per la ciaccia “a corte”.
Mi stavo sestimando la cuccetta per farli capire che andavo nel suo senzo. La testa, nello stesso senzo di lui, la roba, zaino e borsa in fondo vicina alla finestra. Tutto come lui.
Aprivo la borsa di plastica in cui c’erano la lenzuole pulite e il cuscino. Sistemavo tutto guardando ognitanto dove era quello.
Non era lontano ed anche adesso aveva afferrato i miei pensieri.
Eravamo sulla stessa lunghezza d’onde.
Mi sforiava passando vicino a me per andare, non so a che fare, nelle sue cose. Poi di nuovo mi sfiorava ed anche ad un momento, come il treno iniziavo la partenza, mi è caduto adesso... e ci siamo messi a soridere.
Tutto si incastrava guisto, se si puo dire.
Ma perche non era arrivata prima quella?
Questa qua che era entrata cosi all’improvviso.
Ma perchè?
Una suora!
E che potra guardarmi tutta la notte.
Sappiamo bene che queste qua non dormono mai, stanno sempre a biascicare il rosario....
Lui subito mi butta un'occhiata. Che confirmo inchinando la testa e alzando i sopraciglia (beh oui siamo ben messi) una suora tra noi due. Cammafare?
Esco nel corridoio e lui fa lo stesso. Cerco di alzare la finestra, per fare rumore adesso che camminamiamo forte col treno.
Lui ,appoggia le sue mani vicino alle mie, essendo dietro di me, lo sentito molto vicino.
Non ci ho resistito.
Mi spingo un po’ in dietro per toccarlo dal corpo. Lui fa lo stesso un po’ avanti.
E finalmente ci tocchiamo.
Alziamo insiemi la finestra e subito mi parla nell’orecchio.
“Do you speek english?”
Aïe Aïe , beh yes a little but I speek better with the hands, dico girando la testa.. e lui subito mi bacia nel collo e mi sfiora le labbra.
Cerco di girarmi e mi "getto" sulla sua bocca, guardando la suora.. cosi per dirli : beh vedi siamo insieme non ci sono problemi, sappendo bene che lei non è pazza e sa le cose.
Come lui è rimasto quasi bocca socchiusa di fronte alla mia , ne approfito per sussurarli : “we must feign to be together, like i am your girlfreind.”
“Ok no problem for me”e mi baccia di nuovo questa volta, mi assicura che mi desidera, le sue mani vanno ovunque possono.
Ed io che li metto la mano nelle tasche del pantalocino di jeans. Una davanti una di dietro.
La suora ci stava guardando e sospira.
È giovane e lei forse non ha mai assaggiato questi piaceri.
Pero’ è brutta forse è per questo che ha scelto dio, come diceva sempre Jean-Marc quando scherzava sulla sua bruttezza- fingeva sempre di entrare negli Ordini e poi lo vedevamo sempre tornare al liceo. Sempre piu riempito di brufoli, pustulanti.-
L’inglese mi chiede, what’s your name?
Beh è importante certo se dobbiamo fingere di conoscersi.. Mi chiamo “Vava”
And you? “Bret”,
ok Bret, simpatico, English?
No american! NY.
Ok, Beauty!
No! Nice we say!
Ok! Nice!
Your too! E mi baccia golosamente. Hum io apprezzio le pocche parole. Perchè parlare molto allora che pocco basta vero?!
M’invita ad andare fino al bar, che sembra aperto ora, e mi offra da bere. Beh se lui “vuole fare l’americano”, perchè no? Tanto lo è, no?
Ed io bevo pian piano senza smettere di guardarlo sotto tutti i cuciti: è un bel giovane uomo. Ha almeno 10 o 15 anni di meno di me. Ma non mi da fastidio.
Di ritorno al compartimento, due altre persone sono arrivate due ragazzi biondi tipo danesi. La ragazza magra come un “surf” senza seno e lui piuttosto ben grasso.
AH mangiare pesce non dà bellezze equamente.Invece sembrano simpaticissimi.
Subito, Bret dice che siamo insieme ed in viaggio.
La suora interviene: di dove è lei? Bret non parla l’italiano e mi chiede amorevolmente di tradurli cio che li ha detto la suora baciandomi la guacia e stringendomi la vita di una mano.
Rispondo io, è di New-York siamo in viaggio “di nozze” se si puo dire, io sono francese. E subito cerco di dirlo in inglese per i due danesi.
Arriva sul fatto il controlore con la sesta persona : una vecchia signora grassa come tre. Per fortuna lei ah avuto la cuccetta di sotto.
Potra rotolarsi dirattamente dentro. I danesi non hanno avuto fortuna sono separati, la danesa è sopra ma prefera andare sotto di fronte alla grassa. Ne sono felicissima, so quanto sono esperte le donne per capire le cose.
Invece non mi da fastidio di lasciare il danese guardarci, e ci sogno in anticipio. MI fa bagnare. Teh quanto sono eccitata.!! Stringo le cosce e se ne accorgia Bret.
Mi stringe la mano su una delle mie cosce. E mi bacia. Sembriamo realmente conoscersi da parecchio. Quanto sono eccitata!!. Deve essere colpa di questo caldo afoso. E di nuovo stringo le cosce e la sua mano.
Fa ancora un po’ chiaro ma questo caldo c’impedisce di stare tutti insieme nel compartimento e noi due, ne approfitiamo per accarezzarsi un po’ e mangiarsi dalle bocche nel corridoio vicino ad una finestra aperta, dove entra un aria calda e il rumore giusto necessario per non fare sentir il rumore dei nostri baci bagnatissimi.
Mi stringo contro di lui e disegno bene le sue forme dure e lunghe. E’ veramente buono!
Ho il fuoco dentro ed anche se annegata dalle mie acque, incominco a consummarmi.
Mi strofino sempre di piu e lui gemite e insiste con la lingua di invadirmi la bocca. Provo un po’ di brucciore intorno alle labbra, la sua barba nascente mi spella come un colpo di sole. Vero, il sole mi riscalderebbe di meno....
Provo caldo e sudo molto. Ma quando si curica il sole e noi insieme a lui?
Andiamo a mangiare? mi chiede.
Si' certo, cosi almeno avremo le gambe nascoste sotto il tavolo. Mi metto subito vicino a lui e il tavoletto del wagone del bar, si obliga a stringersi molto l’uno contro l’altro. Cosce contro cosce, passo la mano tra le sue e acchiappo il suo pantaloncino. Lui si spinge verso il tavolo e nasconda cosi la mia mano invadiente.
Il pantaloncino a bottoni che non mi resistano molto. E’ un vecchio indumenti che ha vissuto : meglio. Vuole dire che un prezioso-conservatore ; si affezione alle cose buone. Non è un “uomo Kleenex”. Gemite un po’ e mi bacia la bocca dicendomi di andare ancore.
Lui ha passato la mano sotto il lato del mio pantaloncino rosello molto largo e il perizome è tutto inghiottito nella figa e tra le natiche. Lui lo toglia e ci arrivano alle narine le mie fraganze acidulate e calde.
Hum good!
sopraciglia alzati!
Mi soride e mi mangia la bocca, ed io ,continuo a premermi la mano sulle sue durezze che cerco invano di aggrappare.
Il cameriere ci indica che dobbiamo ordinare al baro e nessuno servizio si fa in tavola.
Beh delusi ci rimettiamo alle nostre cose, sapendo di dover smettere se vogliamo prendere delle forze.
Lui mi dice di "farlo lui " e mi chiede cosa desidero mangiare , ed io biricchina di risponderli : you!
I Hope mi risponde e se ne va a comprarci da mangiare e da bere.
Abbiamo mangiato molto e bevuto coca cola. Non è ottimo per la convivenza dopo, fa eruttare e scorreggiare ma l’ha scelto lui.
Al meno Ha il vantaggio di fare digerire, perche quel panino era male!
Senza premura andiamo via dal wagone ristorante e andiamo a rinchiudersi in un bagno vuoto a quel momento.
Un bagno non ancora sporco!
Senza pensarci, ci spogliamo un po’ e apriamo subito il finestrino : ahhhhh ariaaaa! Non la facevo piu, mi tolgo la maglietta e l’aiuto a farne altre tanto.
Appendiamo le due al porta-indumenti improvvisto al robinetto.
Ah strofinarmi i seno sulla sua pella bionda umida.
Appiccicarsi l’uno all’altro. Le mani viaggiamo e li sbottono bene il pantaloncino lasciando uscire il cazzo gia ben dritto e voglioso di libertà.
M’inginocchio e lo saluto dalla lingua.
Le sue mani nei miei capelli s’ingarbugliano tanto lui è eccitato e perso nei suoi pensieri intime.
Interiorizza l’azione, e gemite sempre piu forte, quasi quasi sta venendo.
Mi tira per i capelli e mi chiede :STOP.
Ora tocca a lui mi abbassa il “short rosello” e lasciandomi il perizome che non assomiglia piu a tale, mi passa la mano sulle natiche e si tuffa nella mia figa tutte linga e faccia, mi sta lecando come un cane dissettato, e di nuovo s’immersa dentro.
Io, sto tremendo all’impiede e una mano appogiata dietro sul muro per non cadere, l’altra nei suoi capelli cosi dolce e sottile. E’ un bambino ancora, tutto tenero, tutto scoprendo.
Un dei miei fantasmi sessuali : ottimo!
Mi lascio andare e apro pian piano le natiche e lui m’infila un dito che prima si è leccato golosamente e me lo ha fatto vedere. Si si’ ho gemitato, uno ed anche due. E lui mi lecca e m’infila anche il police dentro la figa spalencata ; mi arco-buto e cerco di afferrarmi a qualcosa. I treni hanno alcune cose di buone : sono le maniglie per alzarsi della vasca del gabinetto.... ah sto meglio e lo guardo fare, come è esperto e sembra sprofondarsi dentro di me e quasi quasi svanirei, il piacere m’innoda e di una mano m’impedisco di gridare e mi mordo il lato della mano.
E lui si dellettarsi dei mie nettari limoneschi.
Eravamo in bagno ne abbiamo approfitato per risciacquarsi un po’ e bisognava rafreddarmi la figa. MI sono lavata le mani e mi spruzzavo l’acqua direttamente dal robinetto, ero salita sul coperchio del cesso. Poi perche non amo lasciare un posto sporco, con la carta igienica ho ascuigato un po’ l’acqua sparse da per tutto per terra. Lui sorideva e mi dava il cazzo da lavare ora. Ora? che avevo gia “lavato per terra”! ma che monello!!
E abbiamo risi come dei bambini monelli.
Se lo è passato anche lui sotto l’acqua non per igiena per piaceri e freschezza. Con la sua maglietta che ha bagnata d’acqua, mi ha asciugata il sudore del seno prima che mi rimettesse la mia. Mi sono tolta la mutandina che non aveva piu questo nome. E lo tenuta in mano ragomitolata nella mano, cosi la figa prendeva un po’ l’aria ; ho rimesso soltanto il pantaloncino rosello.
Ben al nostro aggio ed un po’ placati, ci siamo avvicinati al nostro compartimento.
C’erano sempre tutti, ben saggi.
Era un po’ notte ma la gente con questo caldo afoso non era pronta per dormire.
Fortunatamente eravamo un po’ placati del godere vissuto.
Eravamo appoggiati alla finestra del corridoio e chiacchieravamo sotto voce.
Io cercavo di farmi capire e ridevo del poco d’inglese che conoscevo.
E lui cercava di imparare alcune parole di francese e d’italiano.
Non abbiamo parlato di cio che facevamo insieme anche senza conoscersi.
Era oltre il tempo, era oltre la vita reale. Era solo senzazioni da provare che proveviamo e basta.
La notte sempre afosa è arrivata e la gente poco a poco a invadito le loro cuccette. Noi anche. Mi sono messa sulla mia e ho aspettato quanto una tigra.
Nell’oscurità vedovo tutti, e tutto.
Nessuno andava sopra le righe ma io volevo funambolare sta notte.
Si è girato a mi ha chiamato sotto voce, ed io ho lasciato la cuccetta mia e senza appoggiare una zampe a terra, ho salito al piano sopra. NUDA. Già.
Inginocchio sulla sua cuccetta mi sono posizionata tra la sua divarcazione di zampe ( agrrrr) e mi sono allinguita sopra di lui, che era in acqua. E’ vero che qui sopra era insopportabile.
La sua mano tra le mie cosce cercava l’entrata e si è infilato al fresco come un serpente impazzito sotto la palstica rosa. Ci siamo ben messi, e abbiamo incrocciati le gambe. Lui una sopra ed io una sopra e eravamo incastrati ed incrocciati in X, bene tutti e due, mezzo seduti . Cosi potevamo baciarsi, accarezzarsi ,suchhiarsi cio che potevamo raggiungere, fino al piacere raggiunto anche lui.
La sua cuccetta si è bagnata da noi due. Con le lenzuole nuove ha asciugato il nostro talamo.
Sdraiti e molto in acqua , i fiati lenti adesso ci siamo addormentati inebriati dal caldo e della stanchezza.Sazii come dei bambini.
Sempreallegra@fr-tudda
« Si accomoda signorina,ecco la sua cuccetta ».
Appena mi ero infilata nel compartimento che l’ho visto , lui sfacciato seduto sulla cuccetta superiore.
Beh, lui avrà avuto l’ultima forse. Certo, non mi andava molto di essere rinchiusa tra due cuccette, ma dovrei accontentarmene. Sarà soffocante con questo caldo. Era un vecchio treno della FS senza aria condizionata a priori, le finestre erano tutte aperte e difficile ad alzare.
Mi guardava con insistenza. Avevo la fronte umida di sudore, e non vi dico tra i seni, sentivo scivolare delle goccie raggiungevando i pieghi della pancia... la cinta del Pantaloncino rosello era bagnata anche. La mutande appiccicava molto e sembrava essere morsa dalle natiche... ah!
Quanto avrei voluto spogliarmi e tuffarmi nel mare. Purtroppo non era per subito.
Prima una notte nel treno ed dopo la mattina, arrivo a Catania, dovrei raggiungere le terre e forse soltanto dopo domani andrei a spiaggia con Nunzia.
E lui, che mi guardava sempre. Non sembrava italiano, o forse allora “veneziano”, un po’ chiaro di pelle e di capelli ma molto “buono”... dai salvatrice.... non è un cibo.!!!
Certo con questo caldo, non pensavo proprio a mangiare ; beh forse mi avrebbe impedito di pensare ad’altri nutrimenti.
E’ vero, che un buon piatto di pasta sciutta con questo caldo ti riempie bene e ti dà forza per tutte le ginnastiche.... e lui che si leccava le labbra, le quale immaginavo salate e dolce entrambe. Si’, forse è molto giovane, sembra che nascono i suoi baffi appena...
Una bocca giovanile su delle labbra mature e carnose.... “dai non sognare donna!! non è per te”. Se incomincio cosi a sognare non dormiro’ sta notte. L’avverto molto affosa. Come faro’ io che non dormo mai coperta e vestita. Mannaggia....!!
E lui che sta scendendo dalli’ sopra come un felino e continua a guardarmi. Beh ! ok se li va, vedremo come fare!! Si sveglia in me la predatrice.
Già allora tutto si scatena in me. Ho altro da fare ,afinche stia pronta per la ciaccia “a corte”.
Mi stavo sestimando la cuccetta per farli capire che andavo nel suo senzo. La testa, nello stesso senzo di lui, la roba, zaino e borsa in fondo vicina alla finestra. Tutto come lui.
Aprivo la borsa di plastica in cui c’erano la lenzuole pulite e il cuscino. Sistemavo tutto guardando ognitanto dove era quello.
Non era lontano ed anche adesso aveva afferrato i miei pensieri.
Eravamo sulla stessa lunghezza d’onde.
Mi sforiava passando vicino a me per andare, non so a che fare, nelle sue cose. Poi di nuovo mi sfiorava ed anche ad un momento, come il treno iniziavo la partenza, mi è caduto adesso... e ci siamo messi a soridere.
Tutto si incastrava guisto, se si puo dire.
Ma perche non era arrivata prima quella?
Questa qua che era entrata cosi all’improvviso.
Ma perchè?
Una suora!
E che potra guardarmi tutta la notte.
Sappiamo bene che queste qua non dormono mai, stanno sempre a biascicare il rosario....
Lui subito mi butta un'occhiata. Che confirmo inchinando la testa e alzando i sopraciglia (beh oui siamo ben messi) una suora tra noi due. Cammafare?
Esco nel corridoio e lui fa lo stesso. Cerco di alzare la finestra, per fare rumore adesso che camminamiamo forte col treno.
Lui ,appoggia le sue mani vicino alle mie, essendo dietro di me, lo sentito molto vicino.
Non ci ho resistito.
Mi spingo un po’ in dietro per toccarlo dal corpo. Lui fa lo stesso un po’ avanti.
E finalmente ci tocchiamo.
Alziamo insiemi la finestra e subito mi parla nell’orecchio.
“Do you speek english?”
Aïe Aïe , beh yes a little but I speek better with the hands, dico girando la testa.. e lui subito mi bacia nel collo e mi sfiora le labbra.
Cerco di girarmi e mi "getto" sulla sua bocca, guardando la suora.. cosi per dirli : beh vedi siamo insieme non ci sono problemi, sappendo bene che lei non è pazza e sa le cose.
Come lui è rimasto quasi bocca socchiusa di fronte alla mia , ne approfito per sussurarli : “we must feign to be together, like i am your girlfreind.”
“Ok no problem for me”e mi baccia di nuovo questa volta, mi assicura che mi desidera, le sue mani vanno ovunque possono.
Ed io che li metto la mano nelle tasche del pantalocino di jeans. Una davanti una di dietro.
La suora ci stava guardando e sospira.
È giovane e lei forse non ha mai assaggiato questi piaceri.
Pero’ è brutta forse è per questo che ha scelto dio, come diceva sempre Jean-Marc quando scherzava sulla sua bruttezza- fingeva sempre di entrare negli Ordini e poi lo vedevamo sempre tornare al liceo. Sempre piu riempito di brufoli, pustulanti.-
L’inglese mi chiede, what’s your name?
Beh è importante certo se dobbiamo fingere di conoscersi.. Mi chiamo “Vava”
And you? “Bret”,
ok Bret, simpatico, English?
No american! NY.
Ok, Beauty!
No! Nice we say!
Ok! Nice!
Your too! E mi baccia golosamente. Hum io apprezzio le pocche parole. Perchè parlare molto allora che pocco basta vero?!
M’invita ad andare fino al bar, che sembra aperto ora, e mi offra da bere. Beh se lui “vuole fare l’americano”, perchè no? Tanto lo è, no?
Ed io bevo pian piano senza smettere di guardarlo sotto tutti i cuciti: è un bel giovane uomo. Ha almeno 10 o 15 anni di meno di me. Ma non mi da fastidio.
Di ritorno al compartimento, due altre persone sono arrivate due ragazzi biondi tipo danesi. La ragazza magra come un “surf” senza seno e lui piuttosto ben grasso.
AH mangiare pesce non dà bellezze equamente.Invece sembrano simpaticissimi.
Subito, Bret dice che siamo insieme ed in viaggio.
La suora interviene: di dove è lei? Bret non parla l’italiano e mi chiede amorevolmente di tradurli cio che li ha detto la suora baciandomi la guacia e stringendomi la vita di una mano.
Rispondo io, è di New-York siamo in viaggio “di nozze” se si puo dire, io sono francese. E subito cerco di dirlo in inglese per i due danesi.
Arriva sul fatto il controlore con la sesta persona : una vecchia signora grassa come tre. Per fortuna lei ah avuto la cuccetta di sotto.
Potra rotolarsi dirattamente dentro. I danesi non hanno avuto fortuna sono separati, la danesa è sopra ma prefera andare sotto di fronte alla grassa. Ne sono felicissima, so quanto sono esperte le donne per capire le cose.
Invece non mi da fastidio di lasciare il danese guardarci, e ci sogno in anticipio. MI fa bagnare. Teh quanto sono eccitata.!! Stringo le cosce e se ne accorgia Bret.
Mi stringe la mano su una delle mie cosce. E mi bacia. Sembriamo realmente conoscersi da parecchio. Quanto sono eccitata!!. Deve essere colpa di questo caldo afoso. E di nuovo stringo le cosce e la sua mano.
Fa ancora un po’ chiaro ma questo caldo c’impedisce di stare tutti insieme nel compartimento e noi due, ne approfitiamo per accarezzarsi un po’ e mangiarsi dalle bocche nel corridoio vicino ad una finestra aperta, dove entra un aria calda e il rumore giusto necessario per non fare sentir il rumore dei nostri baci bagnatissimi.
Mi stringo contro di lui e disegno bene le sue forme dure e lunghe. E’ veramente buono!
Ho il fuoco dentro ed anche se annegata dalle mie acque, incominco a consummarmi.
Mi strofino sempre di piu e lui gemite e insiste con la lingua di invadirmi la bocca. Provo un po’ di brucciore intorno alle labbra, la sua barba nascente mi spella come un colpo di sole. Vero, il sole mi riscalderebbe di meno....
Provo caldo e sudo molto. Ma quando si curica il sole e noi insieme a lui?
Andiamo a mangiare? mi chiede.
Si' certo, cosi almeno avremo le gambe nascoste sotto il tavolo. Mi metto subito vicino a lui e il tavoletto del wagone del bar, si obliga a stringersi molto l’uno contro l’altro. Cosce contro cosce, passo la mano tra le sue e acchiappo il suo pantaloncino. Lui si spinge verso il tavolo e nasconda cosi la mia mano invadiente.
Il pantaloncino a bottoni che non mi resistano molto. E’ un vecchio indumenti che ha vissuto : meglio. Vuole dire che un prezioso-conservatore ; si affezione alle cose buone. Non è un “uomo Kleenex”. Gemite un po’ e mi bacia la bocca dicendomi di andare ancore.
Lui ha passato la mano sotto il lato del mio pantaloncino rosello molto largo e il perizome è tutto inghiottito nella figa e tra le natiche. Lui lo toglia e ci arrivano alle narine le mie fraganze acidulate e calde.
Hum good!
sopraciglia alzati!
Mi soride e mi mangia la bocca, ed io ,continuo a premermi la mano sulle sue durezze che cerco invano di aggrappare.
Il cameriere ci indica che dobbiamo ordinare al baro e nessuno servizio si fa in tavola.
Beh delusi ci rimettiamo alle nostre cose, sapendo di dover smettere se vogliamo prendere delle forze.
Lui mi dice di "farlo lui " e mi chiede cosa desidero mangiare , ed io biricchina di risponderli : you!
I Hope mi risponde e se ne va a comprarci da mangiare e da bere.
Abbiamo mangiato molto e bevuto coca cola. Non è ottimo per la convivenza dopo, fa eruttare e scorreggiare ma l’ha scelto lui.
Al meno Ha il vantaggio di fare digerire, perche quel panino era male!
Senza premura andiamo via dal wagone ristorante e andiamo a rinchiudersi in un bagno vuoto a quel momento.
Un bagno non ancora sporco!
Senza pensarci, ci spogliamo un po’ e apriamo subito il finestrino : ahhhhh ariaaaa! Non la facevo piu, mi tolgo la maglietta e l’aiuto a farne altre tanto.
Appendiamo le due al porta-indumenti improvvisto al robinetto.
Ah strofinarmi i seno sulla sua pella bionda umida.
Appiccicarsi l’uno all’altro. Le mani viaggiamo e li sbottono bene il pantaloncino lasciando uscire il cazzo gia ben dritto e voglioso di libertà.
M’inginocchio e lo saluto dalla lingua.
Le sue mani nei miei capelli s’ingarbugliano tanto lui è eccitato e perso nei suoi pensieri intime.
Interiorizza l’azione, e gemite sempre piu forte, quasi quasi sta venendo.
Mi tira per i capelli e mi chiede :STOP.
Ora tocca a lui mi abbassa il “short rosello” e lasciandomi il perizome che non assomiglia piu a tale, mi passa la mano sulle natiche e si tuffa nella mia figa tutte linga e faccia, mi sta lecando come un cane dissettato, e di nuovo s’immersa dentro.
Io, sto tremendo all’impiede e una mano appogiata dietro sul muro per non cadere, l’altra nei suoi capelli cosi dolce e sottile. E’ un bambino ancora, tutto tenero, tutto scoprendo.
Un dei miei fantasmi sessuali : ottimo!
Mi lascio andare e apro pian piano le natiche e lui m’infila un dito che prima si è leccato golosamente e me lo ha fatto vedere. Si si’ ho gemitato, uno ed anche due. E lui mi lecca e m’infila anche il police dentro la figa spalencata ; mi arco-buto e cerco di afferrarmi a qualcosa. I treni hanno alcune cose di buone : sono le maniglie per alzarsi della vasca del gabinetto.... ah sto meglio e lo guardo fare, come è esperto e sembra sprofondarsi dentro di me e quasi quasi svanirei, il piacere m’innoda e di una mano m’impedisco di gridare e mi mordo il lato della mano.
E lui si dellettarsi dei mie nettari limoneschi.
Eravamo in bagno ne abbiamo approfitato per risciacquarsi un po’ e bisognava rafreddarmi la figa. MI sono lavata le mani e mi spruzzavo l’acqua direttamente dal robinetto, ero salita sul coperchio del cesso. Poi perche non amo lasciare un posto sporco, con la carta igienica ho ascuigato un po’ l’acqua sparse da per tutto per terra. Lui sorideva e mi dava il cazzo da lavare ora. Ora? che avevo gia “lavato per terra”! ma che monello!!
E abbiamo risi come dei bambini monelli.
Se lo è passato anche lui sotto l’acqua non per igiena per piaceri e freschezza. Con la sua maglietta che ha bagnata d’acqua, mi ha asciugata il sudore del seno prima che mi rimettesse la mia. Mi sono tolta la mutandina che non aveva piu questo nome. E lo tenuta in mano ragomitolata nella mano, cosi la figa prendeva un po’ l’aria ; ho rimesso soltanto il pantaloncino rosello.
Ben al nostro aggio ed un po’ placati, ci siamo avvicinati al nostro compartimento.
C’erano sempre tutti, ben saggi.
Era un po’ notte ma la gente con questo caldo afoso non era pronta per dormire.
Fortunatamente eravamo un po’ placati del godere vissuto.
Eravamo appoggiati alla finestra del corridoio e chiacchieravamo sotto voce.
Io cercavo di farmi capire e ridevo del poco d’inglese che conoscevo.
E lui cercava di imparare alcune parole di francese e d’italiano.
Non abbiamo parlato di cio che facevamo insieme anche senza conoscersi.
Era oltre il tempo, era oltre la vita reale. Era solo senzazioni da provare che proveviamo e basta.
La notte sempre afosa è arrivata e la gente poco a poco a invadito le loro cuccette. Noi anche. Mi sono messa sulla mia e ho aspettato quanto una tigra.
Nell’oscurità vedovo tutti, e tutto.
Nessuno andava sopra le righe ma io volevo funambolare sta notte.
Si è girato a mi ha chiamato sotto voce, ed io ho lasciato la cuccetta mia e senza appoggiare una zampe a terra, ho salito al piano sopra. NUDA. Già.
Inginocchio sulla sua cuccetta mi sono posizionata tra la sua divarcazione di zampe ( agrrrr) e mi sono allinguita sopra di lui, che era in acqua. E’ vero che qui sopra era insopportabile.
La sua mano tra le mie cosce cercava l’entrata e si è infilato al fresco come un serpente impazzito sotto la palstica rosa. Ci siamo ben messi, e abbiamo incrocciati le gambe. Lui una sopra ed io una sopra e eravamo incastrati ed incrocciati in X, bene tutti e due, mezzo seduti . Cosi potevamo baciarsi, accarezzarsi ,suchhiarsi cio che potevamo raggiungere, fino al piacere raggiunto anche lui.
La sua cuccetta si è bagnata da noi due. Con le lenzuole nuove ha asciugato il nostro talamo.
Sdraiti e molto in acqua , i fiati lenti adesso ci siamo addormentati inebriati dal caldo e della stanchezza.Sazii come dei bambini.
Sempreallegra@fr-tudda
« Si accomoda signorina,..... testo di sempreallegra@fr