lo specchio revisited

scritto da Marcel Brendy
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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Autore del testo

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Autore del testo Marcel Brendy

Testo: lo specchio revisited
di Marcel Brendy

Lo vedo, tuttavia di sfuggita;
fuma una sigaretta o mi guarda, sorride, si scopre i seni
scomodi in qualche nudo di piazza
Che anche tu hai visto

nella pioggia – attesa? - al tavolo sdrucito
di un cafè tunisino. No? O il 39 dopo il sangue e la terra,
anima mia, raccolta nelle
narici e l’incenso


Ma potrei sbagliarmi. Che può saperne
una come me

dei libri di storia: sono
una bambina, ma vesto di bianco: ho lo stesso senso
della notte. E si avvicina diffidente - che
voglia
attraversarmi?
Ma non mi tocca. Mi guarda.
qui nella bottiglia
adesso

di vetro verde In cui galleggia il Tempo
Lucente Mi guarda.

Chi è?
Ha
i
tuoi
stessi occhi -

di orzata;

sono i miei. Chi è - Chi sono. E riflettere come solo
un occhio
può me che sono solo
immobile e
sono un pensiero
Cadono sopra le mie labbra luci, senza fibbia santo dio….e
scrivo versi d’amore. Caldi e siberie
che mi colorano di
tutti i piatti.

Che sempre nitidi
esatti presento e le ombre rinchiuse
imperfetto millimetrico.
Ho conosciuto
molto

E il timbro delle cose,
ho sfiorato

labbra di ragazzi - bai dalle ascelle ripide
piene di demòni, e voci senza
denti,
silenzi – silenzi……….
.senza che nulla potesse
incrinarmi.

Ho conosciuto la pazzia
qui in questa cornice che non sa la carità di un pianoforte. Mia
madre è un olivo, mio padre un
ferro di cavallo.
Eccoli, lei alla finestra, lui non mi ha mai
portato a pesca.
.....

Eppure, amore, costui - questi
occhi gialli di
lepre - mi spaventa -
che corrono - e parla di futuro - fa il poeta - dice -
non sono un poeta - ed io ho
paura dell'amore.
lo specchio revisited testo di Marcel Brendy
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