Eros e Thanatos
In tumulto scendo dal tuo ubertoso colle,
E tra dolci valli verso il pian m’ avvio.
Non mi fermi il ricordo di te, amore mio,
O splendido, breve, illusorio miraggio.
Del mondo, ora, più volte, ho fatto il giro.
Molti paesi, di notte, ho attraversato.
Molti uomini, tacendo, ho incontrato.
Molte donne nel mio letto han dormito.
Come bimbo crudele strappa ali di farfalla,
Io, nel cercarti, ho strappato lacrime d’amore.
Ma nel ferire mi son ferito, nel far piangere
Anch’ io ho pianto, dolorosamente. Invano.
L’onda, altissima, che verso di te mi trasportò,
Ora non è che schiuma bianca, evanescente.
Contro le nere scogliere mi spingono altre onde.
L’ultima sarà quella che nera farà l’anima mia.
Negli anni a venire un verbo, un gesto, un suono
Manterranno indelebile il ricordo del mio amore.
Nessuno sforzo potrà, mai, cancellarne il ricordo.
Ora taci! Non parlare, chè la voce mente e ferisce!
Taci! Odi musica, cupa, lontana? Ascolta!
Senti? E’ un concerto di zappe e di vanghe:
Stan seppellendo il mio cuore e i suoi affanni.
La terra ricopre ora, per sempre, il nostro amore.
Eros e Thanatos testo di Peter Lescano