Rondini

scritto da Mercutio1962
Scritto 33 anni fa • Pubblicato 7 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo Mercutio1962

Testo: Rondini
di Mercutio1962

In una tarda sera d'aprile guardavo le rondini dal mio terrazzo. Era stato caldo tutto il giorno ed ora lasciavo che l'aria fresca della sera mi penetrasse il petto.
L'antico palazzo che mi ospitava, reso pulito dal recente restauro, sembrava una bianca scogliera, circondata da un mare di giardini. Nella notte incombente il verde trascolorava in blu e rendeva l'illusione perfetta. Guardavo le rondini venute fin qui dal mare reale, portate fin qui da una memoria che le ere passate avevano impresso nelle loro piccole teste: ognuna al suo nido.
E questo per sempre, finché fossero esistite.
Il loro garrito mi svegliò dai miei pensieri: talvolta le loro ali mi sfioravano la faccia mentre si tuffavano nere nell'aria e mi sentivo inebriato dalla libertà di quei piccoli uccelli ai quali non è permesso atterrare.
Vicino a me una rondine. Cercava il suo vecchio nido, chiuso dalla mano dell'uomo.
Era caparbia, non si arrendeva: ancora ed ancora tentando la malta del muro.
Garrendo ogni volta che non poteva entrare nel nido, frullando le ali per prendere distanza dal muro, facendo un ampio giro e tornando indietro con uno schiocco.
Un garrito, un frullo, uno schiocco. Un garrito, un frullo, uno schiocco. Un garrito, un frullo, uno schiocco.
Finché il sole non calò incendiandosi, finché la luce delle stelle non la illuminò.
Un garrito, un frullo, uno schiocco.
Non fanno così anche i pensieri di un amore infelice ?
Rondini testo di Mercutio1962
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