VENGHINO SIGNORI...

scritto da circense
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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VENGHINO SIGNORI...
- Nota dell'autore circense

Testo: VENGHINO SIGNORI...
di circense

Venghino signori venghino nel mio circolo iperbarico, tra pressioni ed atmosfere regna qui tutto il sapere di una scienza maltrattata, bistrattata, che se pur considerata secondaria alle ordinarie, minimizza col suo fare la rottura delle bolle che frantumano le palle a colui che in immersione rompe i cazzi tra le onde.
Venghino signori venghino questo è un circolo elitario! Barotrauma ed ipossia, leucemia epilessia, e carbossi ed embolia ma che festa che allegria posso offrirvi questa sera con la giusta atmosfera.
C'è il gran capo nel mio mondo che presenzia tutto in tondo, è assente ma presente, un gran mago petulante sempre pronto a dar battaglia all'acerrimo nemico, quella flotta di zanzare che passando quatta quatta silenziosa e sibillina deconcentra il suo pensiero rannicchiato ed avvinghiato tra scartoffie di conteggi, turni e tipici bendaggi del più classico volpino.
Venghino signori venghino. Ammirate e al suo cospetto il migliore dei saccenti, scienza infusa fusa e sfusa come un vino adulterino, e il suo nugolo di fanti lesti ad esser luogotenenti di una cricchia tanto ambita e permeata dalla voglia di varcare quella soglia che l'innalza a rango eletto di una casta che al cospetto di noi miseri mortali tuba intuba insuffla e pompa, arpionando quel respiro quell'anelito di vita come segno di un destino già solcato tra le linee delle dita.
E se ancor non vi soddisfa lo spettacolo pagante del mio circo itinerante, ecco a voi lor signori il mio attore più prestante. Big Boss il nome d'arte, il suo sorriso è il punto forte. Ha lo sguardo un po' ammaliante ed un fare accattivante, miscellania tracotante di un sistema baronale, padronale, senza giri di parole di una setta altisonante con un gran cerimoniere pronto a far col suo mestiere bella mostra di virtù.
Venghino signori venghino. Da incallito giocoliere iperbolico funambolo ho in serbo il gran finale del mio circolo speciale.
Per i deboli di cuore, i romantici e i nostalgici di quel camice che un tempo era frutto di sostanza dedizione e noncuranza verso ogni riverenza, tiro fuori dal cilindro un drappello di aspiranti che se anche rivestiti di quel ruolo già citato, sono ancora immuni e privi di patetiche ossessioni, perversioni, contusioni e collusioni di un sistema architettato decadente e strutturato in "pilastri e pilastrini" "architravi e ar...chi...tranvate..." e portanti alcuni muri, altri molto meno duri.
Ecco a voi immantinente il secchione onnipresente dal linguaggio assai forbito, il perfetto equilibrista che dal suo punto di vista non è ancora assai convinto se studiare o meditare su una vita di gaiezza, mare sole e nefandezze del più libero gitano.
Ed ancora vi presento il pirata dello schermo; copia incolla taglia installa, ed elimina la falla di quel virus che ha infettato le dispense e le lezioni dell'illustre professore. Clic clic clic gambizzato maledetto, eliminato!!!
Ho l'ironico podista che nei cambi è sempre in pista; pronto accorre scatta e vola e s'immola per gli amici nel lavoro più snervante che il furbetto strutturato lascia in asso galoppante.
Cosa darvi poi signori: ho il tranquillo un po' sornione fa da eco allo sbruffone, l'affarista mani in pasta di ogni oggetto fa manbassa. Ho l'eterno sognatore, il tranquillo ed il preciso, l'ordinato a più non posso, l'operoso mai dismesso. Ho lo charme e la sciantosa, la golosa buongustaia, la riottosa imbizzarrita, ho la verde colorita. Ho la musica ho il ballo l' aggressiva canterina.
Ho un gruppo di ragazzi caricati di un fardello che son poi l'aspetto bello del mio circo scalcinato.
Un sorriso ed un saluto, una pacca una carezza, una sorta di freschezza ti trasmettono all'unisono; e la voglia di studiare di conoscere ed aiutare, di voler considerare l'umiltà e la fatica come cardini essenziali di un sapere senza eguali.
Lo spettacolo è finito il mio circolo esaurito.
La morale della storia?
Mesto mesto resta in fondo che dal basso scruti meglio chi sta in cima a governare e guardando verso l'alto non ha nulla da osservare. Che dal basso tu discerni tra l'effimero e il banale, accostandoti scalciando a chi invece fa del bene.
Scegli al meglio come offrirti o mio giovane studente: se saccente imperatore o se gran cerimoniere, se magnifico rettore o se solo un gran dottore.
VENGHINO SIGNORI... testo di circense
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