Balugina dalla bifora l'efflusso della luna e spira sulla mia pelle l'accento sordo della Tacita Muta: colei che perse il suono; la parola che s'intona tra una corda e l'altra. Con un dito sulle labbra alita nell'aria un vapore come incantesimo che viaggia nel fiato muto e nella notte divenuto intenso evapora ogni idea, che dal silenzio vuol fuggir lontano. (Un ramingo chiude il sipario notturno) Sull'oceano s'apre una conchiglia, sgorga dal centro la Venerea alba come la madreperla che brilla e la mia sponda della sua luce si bagna
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