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Le costellazioni coprivano la tua schiena
e io percorrevo con le dita da Cassiopea a Orione
viaggiando a miglia e miglia sopra la tua pelle, sentivo questo tamburellare in mezzo al tuo petto
Il ritmo aumentava
mentre le mie dita scivolavano più in basso avvicinandosi all’orizzonte
Nell’aria volavano solo le tue parole che portavano via con se le mie paure
la gravità mi portava a sprofondare su quel letto
ad aggravare questo peso c’era il tuo
sopra di me.
calmo ispezionavi i centimetri del mio corpo
io in prima fila, a godermi il batterista nella tua cassa toracica
un assolo che solo io avrei udito
ma il sipario calò, non capì perché cercassi di soffocare quel tuo affanno
il tuo petto si gonfiava e sgonfiava mentre con la mano ti coprivi la bocca
avrei voluto mi toccassi, che mi guardassi
ma il tuo volto, girato dall’altra parte,
faceva intravedere l’espressione di chi era ancora ancorato al suo passato
il tuo corpo era a contatto con il mio,
la tua mente, rivangava ricordi passati
i respiri diventarono ansimazioni sempre più veloci finché
di nuovo,
silenzio.
mi afferrasti la mano
la nebbia tra di noi sparì, e restò solo l'amara verità
Non sarei mai stata lei.