L'ultimo brano

scritto da apprentisorcier
Scritto 23 anni fa • Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Autore del testo apprentisorcier

Testo: L'ultimo brano
di apprentisorcier


C’è un lago di cera fredda,
per terra, e la candela
è oramai quasi spenta.

Resto in attesa,
in silenzio,
e lascio che liquide perle
calde mi scivolino
sulle dita, rapidi rivoli:
ne amo il colore, le tracce
lucide d’onice bianca,
il lieve dolore.

Balugina, tremola un poco,
una cuspide chiara.
La guardo sereno dipingere
strisce di luce
dai bordi di ruggine
sulle pareti, incerti
riflessi giallastri
sui dorsi delle mani:
manto di lieve calore
e chiarore fioco.

É facile dimenticarsi
quanto può essere fragile,
il fuoco.

Questo, sei stata per me,
un’immagine fatua
riflessa sul muro
su cui oscillavi, proiettata
dalla stessa fiamma
che adesso i miei giorni
consuma.
Uno scorrere rapido:
scia dolorosa
di sostanza fluida,
bellissima,
di cui scorgi l’anima calda
e intuisci la vita
un attimo prima
che diventi dura, fredda,
inaridita statua di cera.

L’ultima cosa che ho visto
di te, che sei stata scintilla
e materia bruciante sulle dita
è stato il fuggire di un’ombra
sbiadita.

E così, dell’incendio
di carni bianche,
dell’eterea luce sulle mani
non resterà che una traccia
di fuliggine sul muro
e un arabesco scuro
sul soffitto.

Protesto, è davvero così
triste, il destino? Davvero
non c’è nessuna speranza
per quella fiamma? Eppure,
mi dico, arde ancora,
ed io sono vivo…

…e già un filo di fumo
spande un sentore amaro
per la stanza. L’ogiva
gialla si è spenta.

Ma ancora
una briciola
di brace
sull’ultimo
brano
di filo
riluce…
L'ultimo brano testo di apprentisorcier
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