Consegnami i tuoi occhi umani e le tue ali si spiegheranno al vivere portandoti lontana.
Luce era giunta sulla cima del monte più alto e da lì prese a parlare alla sua stella:
Eccomi giunta, da qui non ho scelta o prendo il volo, o mi schianterò sulle rocce, avevi promesso di darmi le ali!
E la stella più brillante del cielo disse:
Che ti siano date le ali, ma sappi che potrai prender il volo solo se mi consegnerai i tuoi occhi umani.
No gli occhi no, mi servono per vedere dove andrò. Ti prego non farmi questo, tanto dolore ed ora ti prendi anche gli occhi?
Non intendevo deturparti, togliendoti il bene della vista, voglio che tu mi consegni il modo errato che avete vuoi uomini di vedere le cose, consegnami i tuoi occhi umani e le tue ali si spiegheranno al vivere portandoti lontana.
E se non volessi consegnarteli, cosa mi accadrebbe?
Niente!
Che significa niente!
Niente di quello che da sempre ti annuncio, il tuo volo dell’anima finirebbe lì dove sei giunta, e non potresti più andare avanti nel crescere.
Luce prese a piangere disperata e con la testa tra le mani farfugliava parole incomprensibili, ma al cielo giunse comunque il suo grande dolore e la sua profonda disperazione.
Perché hai preso questa cosa degli occhi come un male, dovresti esserne contenta, invece!
Che altro mi rimane, se mi togli anche quello non sarò più come gli altri, sarò diversa ed io voglio essere come la mia gente.
Non cambierai, cambierà solo il tuo modo di vedere le cose, guarderai da una dimensione più alta aprendo occhi che solo a pochi si sono schiusi, ma se non accetti anche questo passaggio, non potrò far sì che le tue ali si schiudano.
Perché è tanto importante che io accetti prima di procedere, e poi dimmi come potrei non accettare vista la condizione in cui sono.
C’è sempre una scelta e tu lo sai, dipende da te dal tuo desiderio di essere.
Ci penserò!
No la risposta me la devi dare ora!
E poi una volta rinunciato cosa mi accadrà, si esaustiva Stella, altrimenti mi fermo qui!
Hai un carattere a dir poco coriaceo, vediamo…ti farò un esempio visto che a te le parabole piacciono, diciamo pure:
Che un pellicano volava alto nel suo cielo, quando all’improvviso avvistò nelle profondità del mare un pesciolino che gli faceva gola, subito scese in picchiata nel tentativo di catturarlo e riempirsi il gozzo per qualche tempo. Mentre si avvicinava sempre più all’acqua, quello che dall’alto gli appariva un pesciolino dalle dimensioni abbordabili, sembrava divenire sempre più grosso, e una volta giunto a qualche centimetro dal mare si rese conto che aveva preso di mira una balena. E deluso tornò su nel cielo col gozzo vuoto.
Cosa ti insegna questa parabola?
E’ facile che non bisogna essere frettolosi nel giudicare prima cosa, che talvolta le cose viste da un determinato punto di vista appaiono in un modo, ma quando cambia la prospettiva esse appaiono in un altro modo.
Giusto, giustissimo, e poi?
Non saprei ci vedo solo questo.
Non ti viene in mente che se il pellicano avesse osservato senza lasciarsi prendere dalla smania di riempirsi il gozzo, forse si sarebbe risparmiato il viaggio e la delusione?
Ma la fame è un’esigenza primaria della vita, come fai a dire a un pellicano che non deve muoversi sotto impulso delle esigenze primarie. Vedi lo dice proprio la parola esigenza primaria, cioè che viene prima.
Brava disse la stella, ridendo, ecco tu da oggi guarderai senza l’impulso delle esigenze primarie.
Vuoi dire che non sentirò più fame e sete, mi volete far vivere d’aria?
Non intendevo quello, rifletti quanti sono gli elementi del vivere che ad oggi non destano più interesse al tuo viver.
Luce si rattristò nello spazio di un secondo e col capo chino risposte:
Tanti!
E perché vivi questa cosa ancora con tristezza, non ti rendi conto che solo ora sei realmente libera? Rinuncia alla tua vista umana, vedrai solo con il cuore e non sentirai più alcun impulso primario spronarti al vivere.
Che sia!
Disse Luce.
Vola!
Disse la stella.
Già fatto? Ma non mi sento diversa, e ci vedo come prima, era uno scherzo vero?
No per nulla, sei libera, va vola!
Luce aprì le ali e prese a volare alta sempre più alta, e dal cielo riguardando in basso rivide tutti i suoi passi, brillavano come stelle portandola sin sopra il monte dal quale aveva preso il volo, poi rivolgendosi alla stella disse:
Perché il mio cammino brilla tanto?
E la stella disse:
E’ un cammino di luce e come tale lascerà un segno. Vola completa la tua missione facendo vedere com’è meravigliosa la vita quando si fanno i passi giusti. Vola.
Una vita meravigliosa testo di Cleopa